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Inter, l'addio di Conte resta l'opzione più probabile: tutti gli scenari

Stavolta l’allenatore giura fedeltà alla società e prende tempo in attesa dell’Europa. Ma il caso resta aperto

Inter, l'addio di Conte resta l'opzione più probabile: tutti gli scenari
© LAPRESSE

Il sereno non è tornato e chissà se mai tornerà. Ieri, però, Antonio Conte ha provato a mettere una toppa sul rapporto con l’Inter. Lo ha fatto prima rilasciando dichiarazioni concilianti nelle quali sottolineava la sua volontà di portare avanti il progetto triennale con il club, poi parlando in video conferenza con Steven Zhang. Il faccia a faccia con il presidente è stato definito «cordiale» e nel corso della chiacchierata le parti hanno concordato di rinviare qualsiasi discussione sul futuro alla fine dell’avventura nerazzurra in Europa League. Che sia domani sera o dopo la finale del 21 come sperano a Nanchino. Una specie di “vinci la coppa e poi vediamo”. Il clima insomma resta teso e la separazione dopo un solo anno sembra l’opzione più probabile perché le frasi pronunciate a Bergamo hanno lasciato un segno nel rapporto tra il tecnico leccese e la società che ha definito «debole».

Furia Conte, pronto a querelare per voci infondate

Conte, per l'Inter è impraticabile la strada dell'esonero

Dopo sabato sera Conte aveva parlato solo con gli uomini più fidati; nessun contatto con il club. Ieri mattina si è presentato alla Pinetina per la ripresa, ma non ha incrociato i dirigenti che hanno effettuato il tampone molto presto. L’ad Marotta se n’è andato da Appiano prima che l’allenatore arrivasse e tra i due non c’è stato nessuno scambio di battute. Dopo l’attacco post Atalanta, nel quale aveva chiesto un colloquio con Zhang, l’ex dirigente della Juventus ha ritenuto inutile parlare con il tecnico. Aveva concordato la linea con la proprietà e ha lasciato che in serata fosse il numero uno nerazzurro a “congelare” per il momento la pratica. Affrontare ieri la vicenda, a 48 ore dagli ottavi di Europa League, avrebbe potuto pregiudicare il cammino in coppa. Tanto meno era, e sarà in futuro, praticabile la strada dell’esonero visto che sarebbe necessario mettere a bilancio circa 60 milioni di euro, compresi i costi per lo staff. Ecco perché si è scelto di temporeggiare, soprattutto dopo che Conte ha diffuso un comunicato stampa nel quale, oltre a negare contatti per un ritorno alla Juventus (annunciate querele), ha spiegato: «Ho sposato un progetto triennale con l’Inter e come ho sempre fatto nella mia vita lavorerò duramente e mi batterò con tutte le mie forze e con tutto quello che è nelle mie possibilità affinché sia un progetto vincente».

La strategia attendista dell'Inter su Conte

Perché questa presa di posizione? Conte si è probabilmente reso conto di aver ecceduto e soprattutto ha capito che il suo sfogo davanti alle telecamere (anche a Inter Tv...) lo mette in una posizione scomoda. Il club ha raccolto tutto il materiale e ha fatto valutare il contenuto delle interviste ai suoi legali. La prima impressione è che si potrebbe anche procedere con una richiesta di licenziamento per giusta causa, ma l’Inter al momento non è intenzionata a percorrere questa strada. Una battaglia legale non è ciò che cercano Zhang e Marotta. Piuttosto, se Antonio non sposerà davvero il progetto, smettendo di pretendere che ogni cosa sia fatta come vuole lui (dal mercato alla comunicazione passando per la scelta dei dirigenti: vorrebbe un ds a lui più vicino rispetto al confermatissimo Ausilio), questa potrebbe essere una carta da usare nella trattativa per la separazione. Con le frasi di ieri Conte è sembrato voler siglare un armistizio, fermo restando che saranno le sue scelte nelle prossime 3 settimane a determinare se siederà sulla panchina nerazzurra. I dirigenti sono pronti a valutare un “ravvedimento”, ma non sono affatto convinti che il finale sarà questo. Ecco perché Allegri è in pole per la sua sostituzione e c’è pure Pochettino. 

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