Inter, Godin: "Per Conte ho cambiato testa e fisico"

Il difensore: "Ci ho messo un po' a capire la sua idea, ma ho vinto la sfida con me stesso. Shakhtar? Li abbiamo studiati"
Inter, Godin: "Per Conte ho cambiato testa e fisico"© Inter via Getty Images

MILANO - Diego Godin è intervenuto ai microfoni di Inter Tv in vista della semifinale di Europa League con lo Shakhtar Donetsk: "Conosciamo bene la squadra di Luis Castro - ha spiegato il difensore uruguaiano - abbiamo visto la gara contro il Basilea e studiati attraverso i video. Amano tenere il pallone, ma si abbassano e ripartono sfruttando molto le fasce. Sono una squadra di qualità e dovremo essere bravi a pressarli e trovare le giocate per fargli male: abbiamo giocatori forti nell'uno contro uno". "Siamo un bel gruppo e lo siamo sempre stati, abbiamo tanti bravi ragazzi e questa è la cosa principale per andare avanti: avere armonia in spogliatoio e calciatori di qualità - ha aggiunto il difensore uruguaiano -. Siamo contenti, siamo nella situazione in cui vogliamo essere: giochiamo una competizione importante e stiamo crescendo. Nella mia carriera con i compagni ho sempre cercato un buon feeling, cerco di stare bene con tutti e quella è sempre stata una mia caratteristica".

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"Per Conte ho cambiato testa e fisico: ho vinto la sfida"

Dopo tante aspettative e un avvio deludente, Godin è riuscito a guadagnarsi un posto da titolare: "Ho lavorato al massimo per tradurre sul campo le indicazioni del Mister, diverse da quello che hanno caratterizzato il mio percorso negli anni precedenti. Ho dovuto cambiare la testa e il fisico, non è stato facile ma ho capito la sua idea, come vuole portare avanti la squadra e penso di aver vinto quella sfida con me stesso. Adesso è più facile aiutare i compagni, essere leader in campo con le idee del Mister e anche fuori". Il difensore ha poi parlato di Romelu Lukaku, che con i suoi gol ha trascinato l'Inter in semifinale di Europa League: "Romelu è importantissimo per il nostro sistema, è cresciuto tanto, anche mentalmente. Gli attaccanti sono il vertice del nostro gioco. Tutto finisce lì, per tenere palla, per andare nello spazio. Se loro stanno bene e fanno quello che chiede il Mister è difficile difendersi per gli avversari" ha concluso.

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