L'Inter e Conte, i perché della crisi di risultati

Dai giocatori colpiti dal Covid alle poche vacanze estive, dai troppi errori sottoporta alle amnesie difensive, passando per il nuovo calcio che il tecnico di Lecce ha deciso di varare: sono molte le spiegazioni del perché i nerazzurri faticano sia in Serie A sia in Champions. Da domenica a Bergamo e dopo la sosta, però, le possibilità di sbagliare sono azzerate.
L'Inter e Conte, i perché della crisi di risultati© ANSA
Andrea Ramazzotti
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MILANO - Due vittorie nelle ultime 13 partite giocate in Champions League, 3 successi nelle prime 9 gare ufficiali della stagione 2020-21, addirittura 1 solo nelle ultime 7 sfide. Numeri impietosi per l'Inter che si ritrova a -5 dalla capolista Milan dopo le prime 6 giornate di Serie A e ultima nel proprio girone di Champions dopo 3 turni. Adesso i nerazzurri devono trovare un modo per uscire da questa situazione, per riportare la barca in linea di galleggiamento ed evitare che affondi. Conte anche ieri sera a Sky e poi in conferenza stampa si è detto molto ottimista ("La mentalità con cui stiamo affrontando tute le gare mi lascia soddisfatto, vedo una crescita esponenziale sotto tutti i punti di vista"): lui è convinto che basti poco per "accendere" la scintilla e ritrovare la squadra che nel finale del 2019-20 si era preso il secondo posto in campionato ed era arrivata fino alla finale di Europa League. Se però domenica non riuscirà a battere l'Atalanta a Bergamo (impresa tutt'altro che facile a dispetto del 5-0 incassato da Gasperini contro il Liverpool), il distacco dalla vetta della A potrebbe salire a 8 lunghezze: sarebbe un vero e proprio Everest anche in un torneo che si preannuncia più equilibrato rispetto alle passate annate.

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Inter, quante spine per Conte

Per Conte le attenuanti non mancano: è vero che la rosa rispetto alla scorsa stagione è stata rinforzata con gli innesti di due giocatori importanti come Hakimi e Vidal (più due buoni rincalzi come Kolarov e Pinamonti), ma l'ex ct ha comunque dovuto fronteggiare situazioni assai complicate. Le poche vacanze che i suoi giocatori hanno potuto fare complice la finale di Europa League disputata il 21 agosto pesano tantissimo. Poi l'esplosione del Covid alla Pinetina, con 6 nerazzurri contagiati. Il resto lo hanno fatto le gare che si susseguono ogni 3 giorni e i 14-15 elementi che hanno risposto alle convocazioni delle rispettive nazionali. Tempo per allenarsi tutti insieme non ce n'è stato e così si spiegano gli errori nella fase difensiva: i troppi gol subiti sono un problema esattamente come le troppe reti sbagliate. E quando c'è anche la stanchezza che annebbia le idee e appesantisce i muscoli, trovare un rimedio per uscire dalle difficoltà non diventa facile. La società comunque è fermamente al fianco dell'allenatore: nessuno pensa minimamente di mettere in dubbio Conte e il suo operato. Da Zhang a Marotta tutti hanno piena fiducia in lui e la ferma convinzione che si tratti solo di un momento passeggero. Sperano finisca domenica a Bergamo, altrimenti la sosta diventerà ancora più lunga di quello che è.

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