Darmian: "Hakimi? Un top, ma io do tutto me stesso"

Il paragone con il marocchino non spaventa l'ex Torino e United che ne ha raccolto bene l'eredità in maglia nerazzurra. Decisivo contro il Napoli, vuole ripetersi con lo Shakhtar: "La qualificazione agli ottavi sarebbe un grande risultato. Non ci faremo condizionare dei tre 0-0 consecutivi con gli ucraini. Possiamo vincere".
Darmian: "Hakimi? Un top, ma io do tutto me stesso"© Inter via Getty Images
Andrea Ramazzotti
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INVIATO AD APPIANO - La partenza di Hakimi non ha fatto troppo male all'Inter perché l'assenza del marocchino è stata "nascosta" alla grande dall'ottima stagione di Matteo Darmian, in rosa anche la scorsa stagione, ma passato in secondo piano complici le prestazioni dell'ex Real. Adesso che ha più spazio, l'ex United e Parma, si è ritagliato un ruolo chiave e contro il Napoli è stato il migliore.

Darmian, tra i suoi obiettivi adesso c'è anche la Nazionale?
Sento la fiducia dei miei compagni e questo mi spinge a venire al campo per migliorarmi ogni giorni. Se dovesse arrivare anche una chiamata dal Ct, mi farebbe piacere, ma penso a far bene giorno dopo giorno, senza guardare troppo in là.

E' pesante l'eredità di Hakimi?
Sostituire Hakimi è difficile se non impossibile perché stiamo parlando di uno dei più forti al mondo in quel ruolo. Io cerco di dare il massimo seguendo le indicazioni del mister. Per ora ci stiamo riuscendo, non solo io ma tutta la squadra, e dobbiamo continuare su questa strada.

Cosa l'ha portata a questa crescita e a essere un giocatore così duttile?
Gli anni passati mi hanno aiutato a crescere sotto il profilo tattico e tecnico. Ogni stagione è stata utile, ma non credo che ci sia un'età in cui ci si ferma e si smette di imparare. Io voglio continuare a crescere ed è quello che faccio giorno dopo giorno.

Dall'obiettivo salvezza con il Parma allo scudetto che ha sul petto con l'Inter: che effetto fa?
Quando sono andato a Parma volevo giocare perché a Manchester non ero riuscito a farlo per due stagioni di fila. A Parma ho disputato un'ottima stagione e poi è arrivata la chiamata dell'Inter: non ho pensato neppure un attimo se accettare o no. Abbiamo concluso la scorsa stagione con lo scudetto e vogliamo continuare a far bene. Quella di domani è una partita importante per il processo di crescita e non vogliamo sbagliarla.

Dopo i tre 0-0 di fila contro lo Shakhtar, può essere un tabù anche a livello mentale il match di domani?
Non credo sia un limite. In campo andremo con la giusta determinazione, proprio come domenica. Affronteremo un avversario difficile che ama tenere il pallone, ma possiamo metterli in difficoltà. Cercheremo di fare gol per vincere.

Il segreto della sua stagione è la continuità di utilizzo?
Io cerco di prepararmi sempre al meglio sia quando gioco dal 1' sia quando devo subentrare. Non so quanto può influire, ma io cerco di mettermi a disposizione e di migliorare giorno dopo giorno.

Il fatto che la qualificazione agli ottavi all'Inter manchi da tanto tempo può essere un peso?
Abbiamo un anno in più di esperienza rispetto allo scorso, ma questo non deve sfociare in presunzione. Sappiamo quanto è importante questa partita e la qualificazione. Non dobbiamo farcela sfuggire.

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