Acerbi, ecco il nuovo leader per l’Inter di Inzaghi

Ha spodestato De Vrij, è diventato titolare, ringrazia il suo mentore: “Simone, uomo e tecnico top”
Acerbi, ecco il nuovo leader per l’Inter di Inzaghi© Inter via Getty Images
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Andrea Ramazzotti
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MILANO - Francesco Acerbi è uno che non si tira indietro. Né in campo né fuori. Le prime due gare con la maglia dell'Inter hanno confermato che con lui Inzaghi ha trovato un titolare in più e non a caso è stato tra i migliori sia contro il Viktoria Plzen sia a Udine. Adesso è con la Nazionale di Mancini dove, intervistato da Rai Sport, non ha nascosto il momento di difficoltà che stanno attraversando sia il club nerazzurro sia un tecnico a cui è molto legato come l'ex laziale. «Il mio passaggio da Roma a Milano - ha osservato - è stato abbastanza difficile, ma alla fine i problemi sono stati risolti ed ora sono molto contento di essere all'Inter. Ho trovato un gruppo fantastico e, anche se i risultati finora non sono stati quelli che speravamo, con le persone, i giocatori, lo staff e i dirigenti che abbiamo si risolverà tutto. Speriamo dopo la sosta di rimetterci in moto. Nei momenti complicati bisogna essere tutti uniti per uscirne. Inzaghi? Passare dalla Lazio all'Inter anche per lui è stato un salto di qualità. La passata stagione ha fatto molto bene, mentre quest'anno sta vivendo il momento di difficoltà più grande da quando è arrivato. E' normale che sia più sotto pressione, ma io l'ho trovato uguale a quando ci ho lavorato a Roma: è un bravissimo allenatore e un bravissimo uomo». Un'ammissione significativa del periodo non ideale che sta vivendo un allenatore al quale è molto legato, ma anche la consapevolezza di poter voltare pagina in fretta. E' questo uno dei motivi per cui Simone lo ha voluto: Acerbi ha il piglio e il carattere del leader. Quando c'è stato da sostituire Ranocchia, non confermato, il tecnico di Piacenza non ha guardato la carta d'identità del Leone (34 anni) e si è battuto per portarlo a Milano. E' stato accontentato all'ultimo giorno di mercato e così De Vrij ha un'alternativa validissima che ha addirittura... spinto l'olandese fuori forma a sedere in panchina nelle ultime due sfide. Probabile che la scelta si ripeta di frequente in futuro, soprattutto se Stefan non ritroverà una condizione accettabile e continuerà a commettere errori come nel derby e a Udine.

Inter, Acerbi in Nazionale

Adesso Acerbi è a Coverciano, ma venerdì sarà a San Siro, il suo nuovo stadio, per il match contro l'Inghilterra, il primo dei due impegni azzurri durante questa sosta (l'altro sarà in Ungheria). «Che accoglienza mi aspetto per l'Italia al Meazza? Questa Nazionale ha bisogno di applausi e di essere sostenuta perché ha vinto un Europeo, anche se poi ha vissuto una piccola tragedia non qualificandosi per i Mondiali. Potevamo fare di più per andare in Qatar, ma spero e penso che per noi ci saranno degli applausi. Ci aspettano due sfide difficili nelle quali bisognerà dimostrare il nostro valore, rimboccandoci le maniche e dando tutti qualcosa in più, dal primo all'ultimo». Acerbi ha concluso parlando dell'argomento "attaccanti", toccato da Mancini lunedì: «Da noi c'è mancanza, oltre che di attaccanti italiani, di giocatori italiani: pochi crescono perché pochi hanno chance di essere utilizzati con continuità. In Italia ci tanti ragazzi che, pur essendo bravissimi, stanno in panchina. In Nazionale li vedi che hanno tutti voglia di dimostrare e di imparare in fretta e noi un po' più anziani siamo qui per aiutarli, responsabilizzarli e per dire loro di non mollare nei momenti di difficoltà: se ci riesci, alla lunga sei ripagato. Quanto manca Chiellini? Era un grande professore che ha dato tutto se stesso in campo diventando un punto di riferimento. Ci manca come leader, ma ce ne sono altri nello spogliatoio. Dobbiamo tornare a essere un gruppo vincente come quando è arrivato Mancini: tutti uniti per la rivalsa».

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