Pio Esposito, l'Inter ha il bimbo dei due Mondiali
Pio Esposito ad appena vent’anni insegue già il suo secondo Mondiale nel calcio dei grandi. Il primo, giocato quest’estate, aveva il peso di un test di maturità. Superato a pieni voti. L’America è stata la sua Terra Promessa: il gol realizzato contro il River Plate alla seconda apparizione in nerazzurro ha contribuito a fargli coronare il sogno di rimanere all’Inter. Il secondo potrebbe essere quello della definitiva consacrazione. Spera di tornare a quelle latitudini a fine stagione, con addosso la maglia dell’Italia e un carico di responsabilità ancora maggiore: anche in azzurro sono bastate appena due apparizioni per la prima gioia personale e per confermare di essere all’altezza della situazione. Finora ha raggiunto tutti gli obiettivi che si era prefissato, non per fortuna, ma per la grande caparbietà su cui può contare. È un ingrediente che si sposa benissimo con la ricetta che ha in mente Gattuso per raggiungere il traguardo che tutti gli chiedono.
I tre fratelli Esposito. E Pio punta al futuro
In questi mesi Esposito ha chiuso un cerchio a tinte nerazzurre, iniziato nel solco scavato da Salvatore e Sebastiano, i suoi fratelli maggiori: dalla lunga trafila nelle giovanili, sulle orme degli altri due gioielli di papà Agostino e mamma Flavia, al ritorno a casa dopo l’Erasmus allo Spezia in Serie B. In tasca aveva lo scettro di miglior giocatore del campionato. A riaccoglierlo, stavolta ad Appiano Gentile e non più a Interello, sempre Cristian Chivu: motivo in più per sentirsi a casa. L’allenatore rumeno lo aveva lanciato e seguito in tutto il percorso di maturazione, accompagnandolo con grande senso di responsabilità: sapeva di avere tra le mani un diamante destinato a brillare. Ma non era scontato che le cose andassero in un certo modo. La differenza l’ha fatta lui stesso, rimboccandosi le maniche e lasciando che il campo emettesse il verdetto insindacabile sulle sue qualità. La crescita esponenziale lo sta portando a proteggere il pallone dagli avversari con la stessa gelosia con cui custodisce l’ambizione in una carriera che può regalargli ancora infinite soddisfazioni. Perché, nonostante sia molto giovane, sembra aver già capito che la vera sfida per chi nasce con un talento come il suo si gioca fuori dal rettangolo verde. Sarà importante non farsi travolgere dal peso delle pressioni, né dall’entusiasmo che sta generando nell’ambiente interista: a Milano stanno vivendo il suo exploit come una ventata d’aria buona che aiuta a spazzare via il clima pessimo lasciato dal finale della scorsa stagione.
Voglia di prendersi l'Inter
Sarà importante riuscire a concentrarsi solo sul presente. Per chiudere al meglio questa parentesi in azzurro e tornare poi rinvigorito alla corte di Chivu. Sabato l’Inter sarà di scena a Roma: contro una delle capoliste spera finalmente di lanciare un segnale negli scontri diretti dopo il tentativo fallito in casa della Juventus. Esposito dovrà sgomitare per vivere l’ennesima ‘prima volta’: finora non ha mai giocato dal primo minuto al fianco di Lautaro Martinez. Potrebbe toccare a lui: il ballottaggio con Bonny resterà vivo fino all’ultimo.
