Inter, Chivu severo nello spogliatoio: quali risposte pretende contro la Lazio
Proteggere e difendere i giocatori in pubblico. Toni duri e forti, in caso di necessità, in privato. Ed è esattamente ciò che ha fatto Chivu al termine della sfida con il Kairat Almaty. Il tecnico non si è presentato subito davanti a microfoni e telecamere. Prima, infatti, ha preferito ha manifestare la sua insoddisfazione ai giocatori. Già in campo lo si era visto sbracciarsi e sbraitare più del solito. E nello spogliatoio non ha fatto altro che proseguire. Non gli è piaciuto l’approccio, l’atteggiamento e la difficoltà nel prendere in mano la partita. Pensava di aver lanciato i segnali giusti alla vigilia, avvertendo che servivano applicazione e concentrazione. Non avendo visto ciò che si attendeva, ha preferito dirlo subito, a caldo, lasciando così ai suoi uomini l’opportunità di una riflessione immediata. Poi si è preso il tempo per una sigaretta (magari anche due…) e ci ha messo la “faccia”. Nel senso che, quando gli è stato chiesto di spiegare quella strana prestazione, Chivu si è preso tutti le colpe: «La responsabilità è mia. Evidentemente non sono riuscito a dare le motivazioni giuste. Per me è una lezione».
Una reazione immediata
L’allenatore nerazzurro si comporterà sempre così. Non attaccherà mai nessuno dei suoi giocatori pubblicamente. Ma, nel chiuso dello spogliatoio, non si tirerà indietro, nel caso, ad usare il pugno duro, come peraltro ha già fatto in questi mesi. E anche l’altra sera, per intendersi, ha messo in chiaro di attendersi una reazione già domenica contro la Lazio: attenzione e determinazione non potranno mancare. Anche perché la prestazione con il Kairat è stata sì la peggiore di questo primo scorcio di stagione, ma è venuta dopo Verona, un’altra gara tutt’altro che brillante, portata a casa con un colpo di fortuna, ovvero un’autorete in pieno recupero. Era andata meglio contro la Fiorentina, anche se per sbloccare la partita i nerazzurri avevano impiegato oltre un’ora. Prima, però, c’era stata quella sorta di “crisi di nervi” con il Napoli, sottolineata dallo stesso Chivu. E anche contro l’Union St.Gilloise, pur dilagando, in avvio l’Inter aveva rischiato pesantemente di andare sotto.
Le risposte da dare
Attenzione, è comunque un merito riuscire a vincere anche senza brillare. E, dopo la sconfitta con la Juventus, l’Inter ha messo insieme ben 9 successi in 10 uscite, cadendo solo a Napoli. Un quesito, però, resta sospeso nell’aria: quanto vale effettivamente questa squadra? Intendiamoci, i valori tecnici sono fuori discussione, da verificare semmai è la tenuta mentale dopo tutto quello che è accaduto in questi mesi. Tanto più che 2 delle 3 sconfitte rimediate in stagione sono arrivate in scontri diretti: Juve e Napoli, appunto. Vero che a compensare ci sono i 3 punti strappati in casa della Roma. Ma le difficoltà nei big-match (in campionato), Lautaro e compagni se le trascinano dall’anno scorso. Evidentemente, serve un deciso e definitivo cambio di rotta. L’occasione è proprio dietro l'angolo. Visto che domenica si comincerà con la Lazio, ma, soprattutto, dopo la sosta, ci saranno in successione il derby con il Milan e la trasferta in casa dell’Atletico Madrid, primo avversario di livello di questa Champions, comunque cominciata nel miglior modo possibile. Insomma, è il momento delle risposte. Non possono più tardare. E il primo ad attendersele è proprio Chivu.
