Vieri, il ricordo del 5 maggio ancora brucia: "Ogni tanto sento Recoba, e... posso dire una cosa?"
Christian Vieri è il nuovo protagonista di "Legends Road", il format di Dazn che porta "on the road" le leggende del calcio. Intervistato da Pierluigi Pardo, Bobo Vieri è stato l'ultimo a salire a bordo per un'avventura piena di aneddoti e ricordi, ma anche di emozioni legate al presente: dai sogni realizzati alle ferite più dolorose, come quell del 5 maggio 2002.
I sogni e il rimpianto del Mondiale 2006
Vieri ha raccontato: "Quando ero un bambino e vivevo in Australia, a Sydney, avevo due sogni: giocare in Serie A e in Nazionale. Quando ci sono riuscito, tutti i giorni erano belli perché andavo al campo ad allenarmi. Vincere e perdere fa parte del gioco. Ho perso la finale di Champions con la Juve e ho pianto tre settimane. Dove ho sofferto davvero è quando mi sono fatto male al ginocchio e non sono andato al terzo Mondiale. Lì ho sofferto tanto perché era giusto che ci fossi anch'io. Ero andato a Monaco apposta per giocare".
Il derby d'Italia e il 5 maggio
"Inter-Juve è la partita, è la partita dell’anno. C'è tanta tensione, tanta adrenalina, tutti vogliono giocare. Poi ti dico: quando si gioca a San Siro, San Siro è il posto dove un attaccante può fare gol. San Siro è San Siro. Infatti, era un mio grande sogno giocare a San Siro. Al 5 maggio ci pensiamo ancora. L’altro giorno Recoba mi dice: ‘Tornassi indietro direi a Cuper di non farmi giocare dall’inizio, di farmi entrare nel secondo tempo, perché eravamo troppo sbilanciati’. Dopo 24 anni, siamo ancora lì a parlarne, e lui dice una cosa del genere: pensa quanto ci teneva! ‘Dovevate giocare tu e Ronaldo davanti, coperti.’ Pensa a cosa vai a ripensare dopo tutto questo tempo! Perché ti posso dire una cosa? Ci tenevamo forse anche troppo."
Su Ronaldo
"La domenica vedevi il 10% di quello che faceva durante la settimana. Troppo, troppo forte. Gli dicevo: 'Ma non si possono fare queste cose, solo tu riesci’. Era simpatico, un pezzo di pane, sorrideva sempre. I brasiliani hanno qualcosa in più, non c'è niente da fare".