Bastoni è un top, per l'Inter vale almeno 70 milioni. E in Nazionale ha sbagliato per rimediare a errori dei compagni

Dopo il caso Kalulu, solo fischi in giro per l’Italia: contro la Roma, però, può arrivare la cura San Siro
Pietro Guadagno
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Si dice che, per un calciatore, la miglior medicina per cancellare una sconfitta, anche la più dolorosa, sia tornare in campo subito. Del resto, è l’occasione per un immediato riscatto, anche se non servirà per guarire del tutto da una ferita particolarmente cruenta, come è l’esclusione dell’Italia dal Mondiale. Per Bastoni, però, domani sera, ci sarà anche qualcosa in più: l’affetto dei suoi tifosi. Non mancherà, come non è mancato nell’ultima esibizione a San Siro con l’Atalanta. Allora, oltre ai cori, la Curva nerazzurra gli dedicò uno striscione: «Bastoni orgoglio nostro». Ebbene, stavolta il tributo potrebbe essere ancora più vigoroso.

 

 

Bastoni, errori e sacrifici 

Si possono avere le spalle larghe, ma certi colpi restano comunque duri da sopportare. Dopo l’episodio con Kalulu, nell’ultimo Inter-Juve, in ogni stadio in cui si è presentato (compreso il Meazza nel derby quando era il Milan a giocare in casa), Bastoni è stato ricoperto di fischi ad ogni occasione in cui ha toccato il pallone. C’è da credere che sarà così fino al termine del campionato, visto che, nel frattempo, si è aggiunta l’espulsione con la Bosnia e la conseguente sconfitta azzurra. Eppure, come in tanti hanno immediatamente dimenticato, quel tackle in ritardo su Memic, errato come concetto, veniva da un rinvio sballato di Donnarumma e da una mancata copertura di Mancini. Insomma, Bastoni stava cercando di rimediare ad errori di altri compagni. Senza dimenticare, poi, che era alla seconda gara in pochi giorni, dopo essere rimasto fermo, di fatto, per tre settimane. Non era nelle migliori condizioni, eppure non si è tirato indietro. Che sia la Nazionale o l’Inter, per lui la causa viene prima di tutto.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Inter

Il futuro è da definire

Ora la sua causa è lo scudetto. Se conquistato, servirà per provare a sopportare un altro Mondiale da spettatore e pure per archiviare definitivamente la grande delusione della stagione passata. Solo a quel punto, si potrà tratteggiare il futuro. Che il Barcellona voglia Bastoni è assodato. Che valga pure il contrario è ancora da capire. Di sicuro c’è un dialogo aperto tra il suo entourage e il club catalano. Ma l’ultima parola è comunque sua. Per l’Inter, ad oggi, il problema non si pone nemmeno. Nel caso, verrà affrontato nel momento in cui il Barça si dovesse fare avanti (ancora non è accaduto) e, soprattutto, qualora il giocatore manifestasse il desiderio di fare le valigie. Magari anche per non respirare più un certo clima... Comunque, non ci saranno svendite, perché Bastoni è un top nel suo ruolo e sotto certe cifre (almeno 70 milioni) non si scenderà.

 


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Si dice che, per un calciatore, la miglior medicina per cancellare una sconfitta, anche la più dolorosa, sia tornare in campo subito. Del resto, è l’occasione per un immediato riscatto, anche se non servirà per guarire del tutto da una ferita particolarmente cruenta, come è l’esclusione dell’Italia dal Mondiale. Per Bastoni, però, domani sera, ci sarà anche qualcosa in più: l’affetto dei suoi tifosi. Non mancherà, come non è mancato nell’ultima esibizione a San Siro con l’Atalanta. Allora, oltre ai cori, la Curva nerazzurra gli dedicò uno striscione: «Bastoni orgoglio nostro». Ebbene, stavolta il tributo potrebbe essere ancora più vigoroso.

 

 

Bastoni, errori e sacrifici 

Si possono avere le spalle larghe, ma certi colpi restano comunque duri da sopportare. Dopo l’episodio con Kalulu, nell’ultimo Inter-Juve, in ogni stadio in cui si è presentato (compreso il Meazza nel derby quando era il Milan a giocare in casa), Bastoni è stato ricoperto di fischi ad ogni occasione in cui ha toccato il pallone. C’è da credere che sarà così fino al termine del campionato, visto che, nel frattempo, si è aggiunta l’espulsione con la Bosnia e la conseguente sconfitta azzurra. Eppure, come in tanti hanno immediatamente dimenticato, quel tackle in ritardo su Memic, errato come concetto, veniva da un rinvio sballato di Donnarumma e da una mancata copertura di Mancini. Insomma, Bastoni stava cercando di rimediare ad errori di altri compagni. Senza dimenticare, poi, che era alla seconda gara in pochi giorni, dopo essere rimasto fermo, di fatto, per tre settimane. Non era nelle migliori condizioni, eppure non si è tirato indietro. Che sia la Nazionale o l’Inter, per lui la causa viene prima di tutto.


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Bastoni è un top, per l'Inter vale almeno 70 milioni. E in Nazionale ha sbagliato per rimediare a errori dei compagni
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Il futuro è da definire