Bastoni non vuole scappare: ora lo scudetto con l'Inter

L’interesse del club blaugrana è forte ma il difensore, da tempo nel mirino dei tifosi avversari e criticato anche dopo il ko in Bosnia,  non vuole lasciare i nerzzurri
Pietro Guadagno

L’ Inter nella testa e pure nel cuore, nonostante tutto. Bastoni non pensa di lasciare l’Inter. Al contrario, il suo desiderio, almeno per il momento, è quello di restare e di continuare a indossare i colori nerazzurri. Stesso stato d’animo di qualche stagione fa, quando si presentò nella sede del club per chiedere di non stare nemmeno ad ascoltare le proposte del Manchester City di Guardiola. Oggi, l’interesse – assolutamente conclamato – è del Barcellona, con tanto di battage mediatico in atto già da qualche settimana dalle parti della Catalogna. Ci sono già stati contatti con l’entourage del difensore, senza, però, entrare nei dettagli. Proprio perché le intenzioni di Bastoni continuano ad essere altre. Giusto, comunque, stare ad ascoltare una squadra come il Barça. Poi, però, spetta al diretto interessato dare la disponibilità ad andare oltre. E finora, appunto, non c’è stata.

 

 

Bastoni nell'occhio del ciclone

Nessun “interruttore”, insomma, è scattato nemmeno davanti al clima che si è creato attorno a Bastoni. Dopo la simulazione contro la Juventus, ogni volta che ha giocato in trasferta, il difensore è stato ricoperto di fischi da parte dei tifosi di casa. È accaduto a Lecce, nel derby con il Milan e a Como, in Coppa Italia. Difficile che cambi qualcosa domenica, sempre in riva al lago. Anche perché, nel frattempo, Bastoni è finito di nuovo nell’occhio del ciclone per l’espulsione rimediata con la Bosnia, che poi ha escluso l’Italia dal prossimo Mondiale. Il suo è stato un errore, forse il più evidente. Ma ce ne sono stati anche altri dentro la partita e pure nella stessa azione. Eppure, il dito è stato puntato innanzitutto contro di lui. Dimenticando gli sforzi che aveva fatto per essere in campo, dopo essere rimasto fermo per due settimane abbondanti per una contusione alla caviglia. Problema, peraltro, non del tutto risolto, visto che è tornato a farsi sentire anche domenica scorsa contro la Roma.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Inter

Dalla sua parte

Solo l’Inter, intesa come società, squadra e tifosi, si è schierata dalla parte di Bastoni. Marotta ha parlato di «linciaggio vergognoso» nei suoi confronti. Chivu l’ha difeso in più occasioni. I compagni lo hanno protetto e sostenuto, basti pensare all’abbraccio (con bacio) di Barella dopo il suo gol alla Roma. E, infine, San Siro ha alzato di decibel al massimo all’annuncio del suo nome, per poi tributargli una vera standing ovation all’uscita del campo. Sono stati tutti gesti, attenzioni, manifestazioni di affetto che hanno lasciato il segno nell’animo di Bastoni. E che non hanno fatto altro che confermargli come l’Inter sia la “sua” squadra: quella, appunto, dove vuole restare, a prescindere da quello che è il clima all’esterno.

Il punto della situazione

Porta chiusa, quindi? Ad oggi sì, ma bisognerà comunque capire come finirà la stagione. A quel punto, verrà fatto un punto della situazione. Vincere lo scudetto stringerà ancora di più il legame. Ma Bastoni è atteso da altre quattro trasferte nelle quali dovrà tapparsi ancora le orecchie. Impossibile, quindi, escludere a priori che qualcosa possa cambiare, seppure a malincuore. In aggiunta, c’è il Barcellona. Quanto sarà disposto a offrire a Bastoni e all’Inter? Le valutazioni che rimbalzano dalla Spagna sono ancora troppo basse. Ma nel mercato tutto può accadere. Intanto, però, Bastoni pensa solo all’Inter e allo scudetto.

 


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L’ Inter nella testa e pure nel cuore, nonostante tutto. Bastoni non pensa di lasciare l’Inter. Al contrario, il suo desiderio, almeno per il momento, è quello di restare e di continuare a indossare i colori nerazzurri. Stesso stato d’animo di qualche stagione fa, quando si presentò nella sede del club per chiedere di non stare nemmeno ad ascoltare le proposte del Manchester City di Guardiola. Oggi, l’interesse – assolutamente conclamato – è del Barcellona, con tanto di battage mediatico in atto già da qualche settimana dalle parti della Catalogna. Ci sono già stati contatti con l’entourage del difensore, senza, però, entrare nei dettagli. Proprio perché le intenzioni di Bastoni continuano ad essere altre. Giusto, comunque, stare ad ascoltare una squadra come il Barça. Poi, però, spetta al diretto interessato dare la disponibilità ad andare oltre. E finora, appunto, non c’è stata.

 

 

Bastoni nell'occhio del ciclone

Nessun “interruttore”, insomma, è scattato nemmeno davanti al clima che si è creato attorno a Bastoni. Dopo la simulazione contro la Juventus, ogni volta che ha giocato in trasferta, il difensore è stato ricoperto di fischi da parte dei tifosi di casa. È accaduto a Lecce, nel derby con il Milan e a Como, in Coppa Italia. Difficile che cambi qualcosa domenica, sempre in riva al lago. Anche perché, nel frattempo, Bastoni è finito di nuovo nell’occhio del ciclone per l’espulsione rimediata con la Bosnia, che poi ha escluso l’Italia dal prossimo Mondiale. Il suo è stato un errore, forse il più evidente. Ma ce ne sono stati anche altri dentro la partita e pure nella stessa azione. Eppure, il dito è stato puntato innanzitutto contro di lui. Dimenticando gli sforzi che aveva fatto per essere in campo, dopo essere rimasto fermo per due settimane abbondanti per una contusione alla caviglia. Problema, peraltro, non del tutto risolto, visto che è tornato a farsi sentire anche domenica scorsa contro la Roma.


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