Chivu svela il segreto: "Sono riuscito a restare me stesso"
L ’unica via è quella del duro lavoro. Per inseguire i due titoli che sono ancora alla portata dell’Inter, Cristian Chivu non ha intenzione di affidarsi ad altro: «Non sono scaramantico, non faccio fioretti. Credo nel mio lavoro, in quello che posso trasmettere. La vera forza è nell'essere umano», ha detto ieri in una intervista a Sky Sport. Per cui si parte da una sana consapevolezza: la capolista, complici anche i rientri dell’ultimo periodo, ha a disposizione tutto ciò che le serve per arrivare al traguardo prima del Napoli di Conte. Sette punti di vantaggio a sette curve dall’arrivo non sono affatto pochi, soprattutto in relazione al carico di adrenalina che ha portato con sé la cinquina rifilata alla Roma nel turno di Pasqua.
Il patto
L’Inter si è compattata nel momento cruciale della stagione e questo dà slancio verso i prossimi impegni, a partire dalla delicatissima sfida con il Como. Il confronto tra i calciatori avuto poche ore prima della gara con i giallorossi ha rinsaldato un legame forte e aiutato a mettere nuovamente a fuoco le priorità. Si è percepito chiaramente nelle esultanze dei giocatori in campo, così come nella gioia di chi ha assistito dalla panchina. In particolare è balzata all’occhio l’energia di tutto il gruppo nell’abbraccio nei confronti di Nicolò Barella: «Da quella scena emerge l’affetto che ci trasmettiamo a vicenda. Sono cose a volte sottovalutate, ci si vede solo dal punto di vista professionale di quello che abbiamo l’obbligo di fare ma penso che dal punto di vista umano spesso si dimenticano delle cose che sono più importanti di quelle professionali», ha sottolineato Chivu, fiero dei suoi ragazzi perché «questo gruppo nel tempo, negli anni, ha consolidato qualcosa di speciale, qualcosa che ci permette di essere più uniti, di offrire più affetto di quanto qualcuno pensa».
