Inter, l'offerta per Palestra e la richiesta dell'Atalanta: cosa serve per chiudere
MILANO - La certezza è che non sarà una telenovela in stile Lookman. L’operazione Palestra-Inter, infatti, parte da condizioni diverse rispetto alla vicenda che, la scorsa estate, vide protagonista il nigeriano e che creò momenti di alta tensione tra i due club nerazzurri. Tanto per cominciare, l’approccio è stato diverso. Allora, viale Liberazione approcciò i procuratori dell’attaccante e solo in seguito si rivolse all'Atalanta, che non gradì. Anche perché i rapporti con gli stessi agenti erano tutt’altro che buoni. Stavolta, invece, l’Inter ha bussato direttamente alla società orobica. O meglio, c’è stato un contatto diretto con Luca Percassi. E la risposta è stata completamente diversa. Vale a dire nessuna porta chiusa, ma disponibilità a trattare e a trovare un accordo per la cessione di Palestra. In aggiunta, c’è la questione tempi. Con l’addio di Dumfries, l’Inter deve a tutti i costi trovare un nuovo padrone per la fascia destra e deve farlo rapidamente, per non ritrovarsi incastrata. Assodato che, in questo senso, miglior scelta di Palestra non ci può essere, la velocità diventa fondamentale anche per tenere a bada la concorrenza.
Italia, non estero
I rivali di Marotta e Ausilio sono tutti in Premier: dal Newcastle, disposto ad accontentare in tutto e per tutto sia l’Atalanta sia il giocatore, al Manchester City, con Maresca rimasto impressionato dalle prestazioni dell’azzurro. Il club bergamasco sarebbe bene felice se si accendesse un'asta. L’Inter, però, ha un vantaggio: Palestra non pensa all’estero, ma a rimanere in Italia, per consolidarsi definitivamente ad alto livello. E allora quale miglior piazza di San Siro, da titolare e con lo scudetto sul petto? Anche di questo aspetto la dirigenza nerazzurra sta parlando con Lucci, rappresentante di Palestra, che ha ricevuto anche una richiesta di informazioni da parte della Juve. L’obiettivo dell’Inter è consolidare il vantaggio sulle altre concorrenti e di raggiungere un accordo di massima, così da tornare alla carica con l’Atalanta con ancora più argomenti a proprio favore.
Cifre
Non è una trattativa semplice. L’Inter è arrivata a mettere sul tavolo 42 milioni di euro più bonus, incassando il no dei bergamaschi. Con la differenza, però, sempre rispetto a Lookman, che è arrivata pure una controrichiesta, ovvero 53 milioni: tanti, addirittura tantissimi, ma la “sparata” non ha spaventato l’Inter. Anzi, sono subito cominciate riflessioni e analisi per arrivare quanto prima ad un rilancio. L’Inter ha certamente margine per mettere qualche milione in più. In questo senso, i 20 che arriveranno dal passaggio di Dumfries al Real Madrid saranno senz’altro d’aiuto. E, peraltro, come si può leggere anche a parte, in passato non sono mancati i grandi investimenti per calciatori italiani. Per Barella, ad esempio, tra cifra del prestito e bonus, venne superata quota 50 milioni. Inoltre, c’è l’idea di aggiungere una contropartita tecnica che riduca l’esborso economico. Il nome sarebbe quello di Cocchi (anche lui assistito da Lucci), prodotto del settore giovanile interista, classe 2007, esterno sinistro, reduce da una stagione con l’Under 23, con l’aggiunta di 3 presenze con Chivu, una delle quali da titolare, in Coppa Italia.
