Juventus, la proposta di Marotta: «Seconde squadre indispensabili per i nostri giovani»

L'ad bianconero si rivolge alle componenti federali: «In questo modo i ragazzi avrebbero la possibilità di fare esperienza in un contesto più importante della Primavera»

© LaPresse

TORINO - La Viareggio Cup appena messa in bacheca per la nona volta, il primo posto in campionato nel Gruppo A e stasera una finale di Coppa Italia da giocare. La Primavera bianconera sta vivendo una stagione da incorniciare, e l'amministratore delegato Beppe Marotta ribadisce ai microfoni di Jtv quanto la società bianconera sia determinata a implementare la crescita delle Giovanili: «La Juventus rappresenta da sempre nel calcio italiano un punto di riferimento, sia per la valorizzazione dei propri giocatori che per i risultati ottenuti. Questo grazie alla forza del club a una struttura di primo livello come lo Juventus Center messo a disposizione dei ragazzi e dei tecnici. Intendiamo continuare su questa strada perché riteniamo che il Settore Giovanile rappresenta una parte importante del patrimonio tecnico della società».

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LA SECONDA SQUADRA - La Juventus dà grande attenzione anche ai ragazzi che cede in prestito in giro per l'Europa: «Quest'anno ne abbiamo più di 70 tra Italia e estero - sottolinea Marotta - C'è una struttura ad hoc, coordinata da Federico Cherubini che sta lavorando in modo egregio e che tiene i rapporti con i club e i giocatori e la nostra speranza è che alcuni di loro in futuro possano indossare la maglia bianconera. Un obiettivo che cerchiamo di perseguire nonostante la mancanza di una Seconda squadra, che potrebbe invece garantire continuità anche per quanto riguarda la metodologia di allenamento». Marotta ritiene fondamentale per la crescita dei giovani la creazione delle seconde squadre: «Garantirebbero ai nostri giovani la possibilità di fare esperienza in un contesto un po' più importante rispetto alla Primavera, ma meno pressante rispetto alla Prima Squadra. Ritengo che, sulla scorta delle esperienze fatte in altre nazioni, che sia uno strumento indispensabile e auspico che le componenti federali recepiscano quanto prima questo messaggio».

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