Giorgetti: La Juve non doveva fare ricorso per la curva

Il sottosegretario con delega allo sport ha commentato la scelta del club bianconero
Giorgetti: La Juve non doveva fare ricorso per la curva© ANSA

NAPOLI - «Non avrei presentato ricorso. Sui cori, penso che la Juve, come tutte le altre grandi società di calcio, dovrebbe a prescindere essere promotrice di comportamenti idonei, che siano di esempio soprattutto per i giovani tifosi, imponendo regole ferree». Così il sottosegretario con delega allo sport, Giancarlo Giorgetti a Radio Crc ha commentato i cori razzisti e la chiusura della curva della Juve.

Giorgetti ha anche commentato l'inchiesta portata avanti da Report che coinvolge la Juve: «Purtroppo quando c'è un rapporto opaco tra le società e le tifoserie organizzate deve intervenire lo Stato per ripristinare l'ordine. Situazioni del genere in passato hanno originato nelle curve eventi spiacevoli».

Giorgetti ha anche commentato la questione Entella: «Ho chiesto un ravvedimento operoso su questa vicenda. La verità è che la struttura del calcio italiano deve essere totalmente riformata. Sicuramente il Coni interverrà in tal senso. Per quanto riguarda la politica e il governo, ci sarà un collegato alla legge di bilancio in modo da rinnovare l'aspetto legato allo sport e nello specifico al calcio e alla legge Melandri. Il governo il potere ce l'ha e lo eserciterà se il calcio non sarò in grado di determinarsi».

Sull'impiego dei giovani italiani Giorgetti ha spiegato: «L'intenzione è di trovare ulteriori rifinanziamenti per l'impiantistica di base. In modo da rendere possibile un intervento pubblico al fine di valorizzare la crescita dei giovani calciatori italiani. In questo modo penseremo a ravvivare i vivai di casa nostra. Dopo la sua elezione, che penso ormai scontata, mi incontrerò con Gravina per mettere a punto un processo di riforma del calcio italiano. Per quanto riguarda invece gli impianti dove l'Italia può ospitare competizioni internazionali, bisogna intervenire subito laddove fosse necessario».

Sulla questione Afronapoli, squadra di calcio femminile nata per perseguire un progetto di integrazione e inclusione, salita alla cronaca per aver messo fuori rosa il capitano Titty Astarita dopo la sua candidatura pro Salvini, Giorgini ha commentato: «Lo sport non può ammettere discriminazioni razziali e/o politiche. Anzi, deve essere motivo di unione, dove l'unico tipo di divisione siano rivalità e competizione sportiva. Spero si trovi una soluzione e che non si creino mai più casi simili».

 

 

 

 

 

 

 

Infine sull'obiettivo di un emendamento annunciato dalla Lega al Decreto sicurezza che vede le forze dell’ordine alle partite di calcio, dove i club professionistici copriranno parte dei costi, Giorgetti dichiara: “La legge l'abbiamo sempre sostenuta. Il calcio è uno sport, ma è diventato anche e soprattutto un business. Trovo sia giusto far pagare i costi ai club professionistici, che prevede che le societa’ versino una quota tra il 5 e il 10% degli incassi al botteghino.”

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