Sarri: "Stare fuori è stato pesante. Aiuti? La Juve vince per la mentalità"
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Sarri: "Stare fuori è stato pesante. Aiuti? La Juve vince per la mentalità"

Il tecnico bianconero, alla vigilia del match contro la Fiorentina: "Ringrazio lo staff per avermi coccolato in questi 20 giorni. Vittoria con il Napoli? Mi dispiace per Koulibaly ma successo meritato"

TORINO - Domani la Juve sarà chiamata alla trasferta dell'Artemio Franchi contro la Fiorentina alle 15. Sulla panchina bianconera tornerà il tecnico Maurizio Sarri, che in conferenza stampa ha sottolineato: "Non è semplice rimanere fuori e ringrazio lo staff medico che mi ha coccolato per 20 giorni. Mi hanno fatto capire che era meglio fare un passo indietro per non farlo più lungo dopo. È stato pesante ma l'ho dovuto accettare, nella consapevolezza anche che lo staff stava andando avanti alla grande in allenamento e in partita". "Non ho mai pensato che le vittorie della Juve fossero figlie di aiuti, ma che era la squadra più forte. Vince per la mentalità feroce" Sarri è tornato sul suo passato, vissuto sulla panchina del Napoli, e sulle polemiche degli anni scorsi: "Poi si può discutere di un episodio, ma quella è la normalità. A Napoli abbiamo perso scudetti a 10 punti dalla Juventus, e lì l'episodio non c'entrava - prosegue il tecnico -. Diverso quando l'abbiamo perso in volata, ma è normale a caldo recriminare".

Sarri: "Aiuti alla Juve? Erano solo sfoghi..."

Juve, le parole di Sarri in conferenza

"Problemi di abbondanza? Di questo problema ne parliamo da mesi. Parlo di situazioni imbarazzanti per fare le scelte, non della situazione in generale. È normale che in lista per l'Europa ci sono solo 22 giocatori. Andava fatta una scelta, non semplice per un allenatore. Fare le scelte fa parte del mio mestiere, che siano condivisibili o meno. Non mi fa piacere, perché sono coinvolti giocatori importanti, ma è una scelta che conferma la forza della nostra rosa" ha dichiarato Sarri. Il tecnico della Juve ha poi spiegato: "Penso solo al campionato, da domani penseremo al resto. Siamo in una fase nella quale la squadra deve trovare un'identità di gioco forte e quindi è più difficile fare delle rotazioni. Poi nel corso dei prossimi dieci giorni i cambi diventeranno indispensabili. Dal punto di vista del campo dobbiamo combattere la difficoltà di avere tanti giocatori che hanno giocato poco come Ramsey, Khedira e Rabiot. Il gruppo sta lavorando bene, mai nella mia carriera ho visto i giocatori rimasti durante la sosta lavorare così".

Sarri: "Emre Can? Capisco la reazione"

Sarri su Emre Can, il vice Pjanic e Ramsey

L'allenatore si è poi soffermato sulla reazione di Emre Can per l'esclusione dalla lista Champions: "Il giocatore deve anche buttare fuori, devo lasciarlo decantare e poi affrontare la situazione quando c'è più serenità. Ho l'età giusta per capire certe reazioni". Un commento sul vice Pjanic e sulle condizioni di Ramsey: "Vice Pjanic? Sono incuriosito da Bentancur, si è allenato bene. Lo stiamo facendo allenare da vertice basso del centrocampo, anche se può fare più ruoli. Non è uno specialista, ma può diventare importante in quella posizione. Ramsey? Ha avuto un infortunio pesante. Fino a dieci giorni fa era molto indietro di condizione. Ho visto enormi passi avanti in questi giorni. C'è ancora differenza con i compagni. È un grande giocatore tecnico che può fare anche l'esterno d'attacco, anche se non è il suo ruolo lo interpreterebbe a modo suo. Io lo vedo da interno di centrocampo". Poi, su Higuain e Mandzukic: "In allenamento Higuain ha fatto bene, ho rivisto il giocatore di due o tre anni fa. Mandzukic mi ha fatto vedere qualcosa in meno queste sono le ragioni della scelta".

Sarri: "De Ligt fatica, come Platini..."

Sarri, la Juve e la vittoria con il Napoli

"Mia madre non era contentissima della firma con la Juve. Mia nonna abitava a Piazza Alberti a Firenze, la fede della famiglia era viola. Io ho mille ricordi intorno a quello stadio, ora vedo solo l’ultimo dove ci ho lasciato uno Scudetto. Lo devo velocemente sostituire con uno positivo" ha rivelato Sarri. Sulla vittoria contro il Napoli: "Calo con il Napoli? I miei dati dicono altro, abbiamo corso più degli avversari nel secondo tempo. Abbiamo preso due gol da palla ferma. Quando aspetti una squadra tecnica dentro l'area il rischio è alto. Non siamo al top, possiamo dare di più. Mi è dispiaciuto per Kalidou, umanamente è un ragazzo straordinario e ho pensato che abbiamo vinto per un episodio fortunato una partita che meritavamo di vincere". Poi, sulla rosa: "Rosa ampia, abbiamo avuto la sfortuna di perdere Chiellini. Giorgio trascina i compagni in allenamento e partita. È una perdita pesante, il mio compito sarà quello di recuperare Rugani e far adattare al calcio italiano De Ligt per un futuro da top player. È giovanissimo, è normale faccia fatica. Successe anche a Platini i primi mesi. Sono convinto che tra qualche mese riuscirà ad esprimersi in maniera importante".In vista dell'esordio in panchina: "Come mi sento? Paura ne ho avuta venti giorni fa quando non respiravo bene. Non lo sento come un esordio perché sono stato sempre al centro delle attività. I dottori hanno deciso di tenermi lontani da allenamenti e partite per sicurezza. Tornare a Firenze a 15 minuti da casa mia mi fa estremamente piacere".

Sarri: "La panchina è la mia vita"

Sarri su Matuidi e Cristiano Ronaldo

"Matuidi per noi è importante, per dinamismo e attenzione ha mostrato di adattarsi meglio a quello che gli succede davanti e a come si muove Cristiano. Cristiano deve farci la differenza, secondo me in questo momento è il più forte in Europa e quindi al mondo e deve avere libertà, libertà che deve concedergli chi gli gioca dietro. In questo caso Matuidi, che ci dà tantissimo" sono le parole di Sarri sull'importanza di Matuidi e Cristiano Ronaldo.

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