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Sarri: “Juve non favorita dagli arbitri. Napoli? Fischiato dove ho dato tutto”

Il tecnico bianconero si racconta senza filtri: “Diventi gobbo perché sei sempre attaccato dall’esterno. Se non ho vinto sulla panchina azzurra è perché sono scarso”

Sarri: “Juve non favorita dagli arbitri. Napoli? Fischiato dove ho dato tutto”

TORINODal ruolo che svolge in pubblico a quello più intimo e riservato. Maurizio Sarri, ospite speciale dell’ultimo appuntamento del format ‘A Casa Con La Juve’, si è raccontato senza filtri. Il ritorno in campo, i rapporti speciali con i giocatori, la realtà bianconera e il trascorso al Napoli. Il tecnico ha parlato di tutto.

Sarri: “Il Milan di Sacchi era 20 anni avanti”

Il primo viaggio dopo la fine del lockdown? Mi piacerebbe visitare Roma per la finale di Coppa Italia, l’altro è un luogo europeo perché vuol dire che siamo andati avanti in Champions. Cosa faccio in questo periodo? Sto guardando qualcosa, un po’ di partite nostre per schiarirmi le idee. Guardarle più distaccato ti dà una sensazione diversa. In questo momento dobbiamo pensare che l’estate la trascorreremo giocando, quindi dobbiamo staccare adesso perché quando torneremo a giocare, speriamo prima dell'estate, comincerà un periodo di 14-15 mesi consecutivi di attività senza praticamente soste. Leggo molto, guardo partite del passato, e vedendo il Milan di Sacchi penso che erano 20 anni avanti”.

Sarri: “La Juve è quella favorita dagli arbitri?”

"Due cose mi hanno colpito. Noi siamo circondati da amore in qualsiasi posto di Italia ma anche da odio. Questa è una cosa che capisci solo quando vivi la Juve. Noi siamo quelli sempre favoriti dagli arbitri, poi guardi i numeri e capisci che vanno in un'altra direzione. Personalmente sono stato fischiato a Napoli dove sono nato e ho dato tutto, se non ho vinto è perché sono scarso ma io ho dato tutto quello che avevo. A Torino i tifosi della Fiorentina hanno fatto cori insultando mia madre e questo ti fa capire quanto odio c'è nei confronti di questa squadra. Quando vedi l'odio esterno ti attacchi all'interno e ti innamori della realtà. Se diventi gobbo lo diventi anche perché sei sempre attaccato dall'esterno. Va detto anche che in qualsiasi parte d'Italia abbiamo grandissimo affetto”.

Sarri: “A volte piango a casa…”

Pianti di gioia? Ho pianto più per sofferenza visto che ho vinto poco a questi livelli. Mai pubblicamente però a volte mi sono trovato da solo in casa con le lacrime. Penso faccia parte della passione che ci metti. Quando sei da solo con te stesso possono esserci momenti di tristezza. Non è un segno di debolezza ma di passione e forza per ripartire".

Sarri racconta il rapporto con i propri giocatori

Come si vivono i rapporti umani nel calcio? Più vai in alto e più diventa difficile perché cambia il contorno. Ci vuole un po' più di tempo ma poi si crea. Io ho avuto un rapporto conflittuale per i primi mesi con lo spogliatoio del Chelsea, poi quando ho detto che andavo via dopo la finale di Europa League ho pianto così come molti di loro. Non sono uno da pacche sulle spalle, sono uno che se fai degli errori te lo dice mentre se fai bene il massimo che dico è un bravo. Parlo molto di quello che sbagliano e poco di quello che fanno bene. All'impatto è pesante, poi dopo ti riconoscono un'onestà di fondo. Io i rapporti migliori ce li ho con tutti i giocatori che ho fatto giocare poco”.

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Sarri: “Mi chiamano anche per consigli familiari”

Ricevo chiamate anche e soprattutto da chi sta smettendo e vuole cominciare ad allenare. Magari un consiglio sull'esperienza, oppure qualcuno che mi chiede se può fare un anno nel mio staff. Ma qualcuno mi ha chiamato anche perché aveva difficoltà di vita, con la moglie. Quando il rapporto parte diventi un riferimento in campo e fuori”.

Sarri: “Mi manca il clima della Premier”

"Hai la sensazione che i ragazzi giovani abbiano più opportunità. Per quanto mi riguarda voglio vivere in Toscana e possibilmente voglio stare in Valdarno. Quando parlavo con Zola gli chiedevo perché viveva lì lui che era sardo e mi disse perché lo volevano i figli. Per quanto riguarda il calcio la Premier un po' manca, il clima che si respira intorno allo stadio è fantastico. In un anno là non ho mai sentito un coro contro, solo a favore della propria squadra e questo si ripercuote su quello che vedi fuori dallo stadio, le tifoserie arrivano allo stadio insieme, chiunque ti chiede una foto, le strutture sono bellissime e gli stadi tutti pieni. Non c'è differenza a seconda del torneo che giochi, il clima è sempre lo stesso. Dopo questa esperienza un po' la Premier manca”.

La scaramanzia di Sarri

Oggi è venerdì 17? Noi facciamo un lavoro che è sempre legato a episodi e come sempre la mente umana diventa scaramantica. Non ci sono giocatori completamente avulsi da ogni tipo di scaramanzia. Aneddoti? Ne potrei raccontare 2000. Quando allenavo in Eccellenza in Toscana, avevo la fissazione di mettere la macchina sempre allo stesso posto. I ragazzi se n’erano accorti e occupavano il posto di proposito. Una volta entrai nello spogliatoio e dissi a uno di loro ‘Ti do tre minuti per spostarla altrimenti la sposto io’. Non lo fece, quindi misi la prima e la spostai io. Da quel momento nessuno occupò il mio posto anche perché la partita finì 2-0 per noi”.

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Sarri e la musica degli anni ’70

Ho avuto delle rivincite musicali con mio figlio. Fino a 6/7 anni fa sentivo musica imbarazzante con mio figlio e i suoi amici. Mi dicevano ‘Sei vecchio’, ora sono i primi a mettere musica degli anni ’70. Per quanto riguarda il calcio, ho rivisto il film Febbre a 90° che consiglio a tutti gli amanti del calcio”.

Sarri e l’incontro con Dustin Hoffman

Al bar di Figline succedeva di tutto. Il bar era l’ora di cazzeggio, dissacrante su tutto e su tutti. Da un po’ di anni a Figline abita Sting: mi ricordo una volta che passò davanti al bar Dustin Hoffman, noi per scherzo - perché pensavamo non fosse lui - dicemmo ‘Dustin’ e lui si avvicinò! Era veramente lui, ospite di Sting”.

Sarri e la passione per Bukowski

"Ho avuto la fortuna di imbattermi in una professoressa di italiano che mi ha inculcato la voglia di leggere. Si è accorta che mi annoiavo nelle lezioni classiche e mi faceva leggere. Da giovane ero folle, cercai di leggere anche tutto l'Ulisse di Joyce... Poi ho scoperto Bukowski e non mi sono dato pace finché non li ho letti tutti”.

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