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Dove giocherà Arthur nella Juve di Sarri: visione di gioco, ritmo e lampi 

Il brasiliano è diverso da Pjanic a cui il tecnico ha chiesto una regia alla Jorginho: un equivoco fatale

Dove giocherà Arthur nella Juve di Sarri: visione di gioco, ritmo e lampi 
© Getty Images

Arthur ha 23 anni, Pjanic ne ha 30. Arthur nella Juve prenderà il posto che oggi occupano Rabiot (con scarsi risultati), o Matuidi, o più facilmente Bentancur. Il quale, con l’arrivo del brasiliano e la partenza di Pjanic, diventerà il regista (in pianta stabile) della prossima Juventus di Sarri, perché è in quella posizione che il tecnico bianconero vede la crescita definitiva di questo giocatore.

Juve, ecco Arthur: il brasiliano è a Torino

Ecco dove giocherà Arthur nella Juve di Sarri

Il primo Pjanic italiano, stagione romanista 2011-12, allenatore Luis Enrique, giocava interno nel centrocampo a tre, all’inizio con Pizarro regista e De Rossi interno, poi con De Rossi davanti alla difesa e lui sempre interno. Lo chiamavamo “il pianista” per la delicatezza con cui toccava la palla. Furono Garcia e più stabilmente Spalletti a farlo arretrare.

Arthur di oggi ricorda quel primo Pjanic per la posizione in campo. Ha un livello tecnico simile, anche se non è un gigante (tutt’altro) ha una solida struttura fisica, ha forza nelle gambe, ha talento e una buona corsa. Se lo si paragona al Pjanic di questa stagione, allora meglio Arthur, ma nessuno può dire se il brasiliano, in futuro, raggiungerà le vette di tutta la carriera del bosniaco.

Pjanic ha una conoscenza totale del centrocampo, il brasiliano per ora ha sempre fatto l’interno, nel Barcellona il posto davanti alla difesa è di Busquets, seconda scelta De Jong, terza scelta Rakitic. Arthur sta nel giro delle mezze ali, se serve tecnica gioca lui, se serve forza gioca Vidal.

Pjanic ha sempre segnato abbastanza, nella Roma da un minimo di 3 a un massimo di 10 gol, nella Juventus da 2 a 5. Arthur è alla seconda stagione in Europa, 0 gol al primo anno, 3 in questa Liga. E’ un giocatore che può piacere a Sarri per il suo modo di stare in campo, per la qualità delle sue giocate, per la capacità nel palleggio e la visione di gioco. Non è un fenomeno, non è un fuoriclasse, ma è un giocatore che può arricchire la Juve anche se il caso-Rabiot induce alla prudenza: ci eravamo sbilanciati sul francese e per ora si è rivelato un errore.

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