Un Natale non... da Juventus

Sconfitta pesantemente in casa dalla Fiorentina, la formazione di Pirlo stasera può scivolare a -10 dal Milan e a -9 dall'Inter: da anni non era abituata a una classifica così. Rabbia per l'arbitraggio di La Penna, ma forse l'organico è stato sopravvalutato; di certo il dna vincente che c'era con Conte e Allegri è svanito.
Un Natale non... da Juventus© ANSA
Andrea Ramazzotti
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TORINO - Un finale di 2020 così terribile la Juventus non lo poteva immaginare. Non solo perché era reduce da una prestazione convincente e da una vittoria sabato scorso a Parma o perché in campionato era ancora imbattuta. Andrea Pirlo era convinto di essere vicino a trovare la quadratura del cerchio, di avere in mano la squadra. Ecco perché il durissimo schiaffo incassato in casa dalla Fiorentina fa ancora più male e spinge a riflettere sia il tecnico di Flero sia la dirigenza che forse ha sopravvalutato l'organico, soprattutto il centrocampo impoverito in questi anni da troppe partenze importanti.

IL PESO DEL CONI - Parlando dopo il 3-0 contro i viola, Pirlo ha escluso che sul risultato abbia pesato il verdetto di ieri pomeriggio del Collegio di Garanzia del Coni, ma in realtà la decisione di far rigiocare il match vinto a tavolino contro il Napoli qualche scoria a livello psicologico l'ha lasciata. Anche perché per i calciatori quello era un successo già acquisito e trovarsi a -7 dal Milan e a -6 dall'Inter prima di scendere in campo contro la formazione di Prandelli, non ha fatto altro che aumentare la pressione. Pensare che sia stato il verdetto del terzo grado di giustizia sportiva a determinare la sconfitta di Bonucci e compagni sarebbe però sbagliato. Come ha sottolineato Pirlo, la squadra aveva la testa già in vacanza e ha commesso un errore non da Juve. Negli ultimi 9 anni di trionfi i bianconeri avevano abituato tutti a non prendersi pause, mentre in questa stagione il bilancio delle prime 13 gare giocate in campionato è di 6 vittorie, 6 pareggi e 1 ko. Numeri non da formazione che punta allo scudetto. Stasera, in caso di affermazioni del Milan (contro la Lazio) e dell'Inter (a Verona), potrebbe ritrovarsi a -10 dai rossoneri e a -9 dai nerazzurri. Non sarebbe un addio al tricolore già a fine dicembre perché la Signora ha comunque una gara da recuperare, ma di certo le possibilità di sbagliare in futuro sarebbero ridotte al minimo e in vista degli scontri diretti di gennaio con le milanesi il margine d'errore diventerebbe nullo.

EPISODI ED ERRORI - Contro la Fiorentina per Pirlo è girato tutto storto. La sua squadra è andata sotto dopo neppure 3 minuti per una distrazione collettiva e poi è addirittura rimasta in dieci per la sciocca espulsione di Cuadrado. A quel punto, con 75' da giocare, la strada si è fatta in salita, ma di fronte c'era una Fiorentina che con Prandelli non aveva ancora vinto una partita, non il Bayern Monaco o il Liverpool. I bianconeri ci hanno provato solo con Ronaldo e Chiesa e in maniera neppure troppo convinta anche perché Bentancur ha sbagliato tantissimi palloni, la spinta sulle fasce è stata scarsa e Bonucci dietro non ha mai dato sicurezza. Le due reti incassate nell'ultimo quarto hanno solo reso più pesante la disfatta, ma non hanno cambiato niente a livello di classifica. La Juve non è più quella spietata della gestione di Conte né quella che vinceva con il pilota automatico quando in panchina c'era Allegri. Ha iniziato a perdere il suo dna lo scorso anno con Sarri e il processo di "normalizzazione" non è stato invertito con Pirlo. Anzi, adesso i punti in meno in classifica rispetto al 2019-20 sono 8. Era già andata sotto nel punteggio contro il Torino, ma aveva rimontato. Contro la Fiorentina non ci è riuscita. C'è un problema di approccio sbagliato agli incontri?

ARBITRI - Annotazione finale sulla direzione di La Penna che non ha dato una mano perché Borja Valero a inizio ripresa meritava il secondo giallo (il punteggio era sull'1-0...) e perché i bianconeri hanno reclamato due rigori, che potevano starci entrambi, con Ronaldo e Bernardeschi. Nedved è andato su tutte le furie e ha lasciato la tribuna polemicamente, ma anche Pirlo ha fatto notare che non è la prima volta che in questo inizio di campionato certe decisioni degli arbitri non soddisfano la Juventus. Non è un alibi, ma a Torino hanno la percezione che qualcosa sia cambiato anche sotto questo aspetto. Per la Signora, insomma, non sarà un buon Natale. O quanto meno non sarà un Natale come ormai erano abituati a trascorrere da diverso tempo.

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