Crisi Juve: quattro modi per rinascere

Ritrovare Ronaldo, la voglia di Dybala di tornare al top, Chiesa al rientro, l’orgoglio dei senatori
Crisi Juve: quattro modi per rinascere© LAPRESSE

Ora o mai più. Non ci sono alternative, non ci sono più scuse, né alibi. Il futuro è adesso e la Juve deve per forza svoltare. Non è retorica, è la dura realtà cui si sono auto-costretti i bianconeri in questa stagione disgraziata. Per l’ennesima volta, la squadra di Andrea Pirlo non può più sbagliare. Per l’ennesima volta è chiamata ad invertire la rotta. Un discorso, questo, fatto mille altre volte finora ma ancora attuale perché al momento il tanto auspicato cambio di marcia, la tanto invocata inversione di tendenza non si sono ancora visti. La Juve, infatti, non è mai andata così male da dieci anni a questa parte. Bisogna riavvolgere il nastro e tornare al 2010-11 per trovare un rendimento peggiore come punti dopo 33 giornate: allora furono 52 contro i 66 di oggi. Era la Juve di Delneri, che chiuse con il secondo settimo posto consecutivo, una squadra di una caratura neanche paragonabile a quella attuale. E per questo le colpe di oggi sono ancora più evidenti. La Juve di Pirlo viaggia ad una media di due punti a gara, il trend peggiore da dieci anni, e mai, dal 2010-11, era stata a -13 dalla vetta a quest’epoca. Anzi, è sempre stata in testa alla classifica, pronta a stappare lo champagne. Per non parlare poi del confronto con le ultime due stagioni: Pirlo ha 11 punti in meno rispetto a Sarri e addirittura 21 punti in meno rispetto ad Allegri.

FATTORI - Ora o mai più, quindi. Perché il tempo stringe, mancano soltanto cinque giornate al termine del campionato e l’obiettivo di entrare in Champions League non si può fallire. A costo di aggiungere ad un altro fallimento sportivo, conseguenze economiche deflagranti per il club. E poi c’è la coppa Italia in palio nella finale con l’Atalanta. Serve un colpo di reni, insomma. Una scintilla che faccia ripartire la macchina bianconera ingolfata e permetta di salvare la stagione. Pirlo si gioca tutto tra la volata in campionato e la finale di coppa Italia: la scossa deve partire in primis da lui, dimostrando di avere in mano la squadra. Come rilanciarsi? Il primo fattore per la rinascita è ritrovare Ronaldo. Mai come in questo periodo, il fenomeno è apparso opaco, nervoso, distaccato dal contesto. Cristiano non segna da 347 minuti; l’ultimo gol risale alla sfida con il Napoli, poi è rimasto a secco con Genoa, Parma e Fiorentina, saltando la sfida con l’Atalanta. Non è in perfette condizioni, CR7, ma ora Pirlo non può che affidarsi a lui e ai suoi gol per ritrovare la retta via. Ed è logico che le ambizioni juventine passino in gran parte dal portoghese, in quelle che potrebbero essere le ultime sei esibizioni in bianconero. Ma per delineare il futuro ci sarà tempo; conta esclusivamente il presente. Come per Ronaldo, pure per Dybala. La Joya è l’altro asso nella manica del Maestro: è stato praticamente sempre ai margini in questa stagione a causa dei tanti infortuni (solo 21 presenze e 4 reti per lui) ma ora vuole riprendersi la scena, in attesa di avere schiarite sul futuro, visto che anche lui è in bilico. Il gol al Napoli è stato l’inizio, ora servono necessariamente delle repliche. In vista di Udine, Paulo si gioca il posto con Morata per affiancare Ronaldo e lo stesso Alvaro, decisivo con la perla del pari a Firenze, cerca di dare un senso al finale di stagione per guadagnarsi la conferma. Una buona notizia per il Maestro, in ogni caso, c’è: domani sarà nuovamente a disposizione Chiesa, che ha superato il problema muscolare patito a Bergamo. Prima di fermarsi, Federico era stato l’uomo in più della Juve; è il momento delle conferme. E poi ci sono i senatori. Bonucci, Chiellini, Buffon hanno un compito ulteriore: trascinare con la loro leadership un gruppo che si è dimostrato più volte fragile. Giorgio e Gigi potrebbero essere agli sgoccioli in bianconero ma, nel caso, non intendono certo chiudere con brutte figure. Ora o mai più, appunto

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