Pogba, nuove accuse del fratello: maledizione su Mbappé

Ricatti, tentativi d’estorsione, un rapimento, una famiglia che si spacca e addirittura la richiesta di una maledizione su misura ad opera di un marabutto
Pogba, nuove accuse del fratello: maledizione su Mbappé© Getty Images
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Davide Palliggiano

Ricatti, tentativi d’estorsione, un rapimento, una famiglia che si spacca e addirittura la richiesta di una maledizione su misura ad opera di un marabutto. L’infortunio di Paul Pogba, che non gli ha ancora consentito di giocare con la Juventus, sembra al momento essere l’ultimo dei suoi problemi. Da sabato sera, dal momento in cui il maggiore dei tre fratelli, Mathias, ha annunciato via social in un video con grosse rivelazioni su Paul.

Il giorno dopo, la Procura di Parigi ha confermato le prime indiscrezioni pubblicate da France Info in merito a un’indagine partita lo scorso 3 agosto e che riguarda appunto Paul, Mathias e alcuni dei loro amici d’infanzia. Il campione del Mondo 2018 ha affermato alle autorità di essere stato vittima di minacce e di un tentativo di estorsione da parte del fratello e dei suoi amici: durante varie udienze, ha raccontato di essere stato rapito da uomini incappucciati armati di fucili di assalto. La banda gli avrebbe chiesto 13 milioni di euro. Un milione per ogni anno in cui secondo i suoi ‘amici’ si sono sentiti abbandonati da quando Paul è diventato un calciatore professionista. Ne sono seguite diverse intimidazioni avvenute anche all’esterno del centro d’allenamento della Juventus (luglio) e anche prima a Manchester (aprile), dove Paul ha detto alla polizia di aver riconosciuto, tra gli indagati, anche suo fratello. Dopo questo episodio, Pogba ha parlato con gli avvocati del suo club che hanno deciso di contattare la polizia.

Il rapimento e la ‘maledizione’ su Mbappé

Tutto accade tra il 25 e il 29 marzo. Pogba, durante il ritiro della nazionale che ospitava in amichevole Costa d’Avorio e Sudafrica, colse l’occasione per visitare la sua famiglia a Lagny-sur-Marne, a Est di Parigi. Gli amici l'hanno poi trascinato in un appartamento della Capitale dove l'hanno incolpato di non aiutarli finanziariamente da quando ha cominciato la sua carriera tra i professionisti. Da lì la richiesta da 13 milioni di euro per averlo «protetto» durante la sua carriera.

Non solo, secondo le testimonianze del giocatore, i suoi ricattatori avrebbero voluto screditarlo pubblicando messaggi in cui avrebbe chiesto a un marabutto della sua cerchia familiare di lanciare un incantesimo su Kylian Mbappé, attaccante del PSG e compagno di nazionale di Paul. Nel video di sabato, in effetti, Mathias Pogba annunciava che le rivelazioni non avrebbero riguardato soltanto il fratello, ma anche la sua agente, Rafaela Pimenta, e appunto Mbappé.

«Sono quasi morto per te»

Mathias, che a 32 anni s'è appena ritirato dopo una modesta carriera da attaccante, adesso fa il barbiere a Parigi. Dalla Francia, via Twitter, ha provato a rispondere a notizie pubblicate da France Info. «È successo quello che mi aspettavo, il mio fratellino sta cominciando a rivelarsi per la persona che è. Dal momento che è stato lui a iniziare a mentire alla polizia e che ha fatto uscire le notizie, ora non avrà niente da biasimarmi». E poi altri messaggi più o meno dello stesso tenore: «Paul, volevi mettermi davvero a tacere, anche se significa mentire e mandarmi in prigione. Ho le prove per dimostrare le tue bugie. Fratello, manipolare le persone non va bene! Non è una questione di soldi, sono quasi morto per causa tua, mi hai lasciato nel baratro e ora vuoi fare l’innocente. Quando tutto verrà fuori la gente vedrà che non c’è più codardo, traditore e ipocrita di te su questa terra».

Mathias ha dedicato anche un messaggio a Mbappé: «Kylian, ora capisci? Non ho niente contro di te, le mie parole sono per il tuo bene, ma ciò che si dice è tutto vero e verrà provato. Il marabutto è noto». Poi è tornato alla carica sul fratello: «Si definisce musulmano e crede nella stregoneria. Ipocrita e traditore». L’affaire Pogba, in Francia, è appena scoppiato. E rischia di essere decisamente più avvincente della docuserie ‘Pogmentary’ lanciata lo scorso giugno su Amazon Prime.


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