Juve, l’ultima Signora dell’era Agnelli. Oggi cambia la storia bianconera

Oggi cambia la storia della Juventus, Andrea lascerà il comando a Ferrero-Scanavino dopo "uniche, indimenticabili tredici stagioni"
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Filippo Bonsignore
TagsJuventusAgnelliNedved

La Juventus entra in una nuova epoca. L’appuntamento è all’Allianz Stadium ma questa volta i protagonisti non saranno in campo. E’ il giorno che resterà in tutti gli almanacchi perché segnerà un passaggio storico nella vita del club, sancirà la fine dell’era di Andrea Agnelli: il presidente dimissionario presiederà per l’ultima volta l’assemblea degli azionisti in cui verrà nominato il nuovo Consiglio di amministrazione della società e in cui entrerà in carica il nuovo management. Da presidente designato, Gianluca Ferrero diventerà a tutti gli effetti il successore di Agnelli e Maurizio Scanavino, già direttore generale da fine novembre, assumerà anche il ruolo di amministratore delegato. E’ lui il nuovo uomo-azienda, da cui dipenderanno tutte le decisioni. Spetterà a loro e al nuovo Cda guidare la Juve fuori dalla bufera giudiziaria che l’ha travolta, generando le dimissioni di massa dei vertici lo scorso 28 novembre, risanarla e riportarla ai successi sportivi.

Ciao Andrea

Si chiude così un lungo capitolo di storia iniziato il 19 maggio 2010, quando Agnelli andò al timone di una Juve da ricostruire sulle macerie di Calciopoli e che ha trasformato, sul campo, in una corazzata capace di vincere 19 trofei e, fuori, in un club moderno, attraverso una visione manageriale che si è concretizzata nel nuovo stadio, nella Juventus Women, la formazione femminile che ha portato dieci titoli, e nella seconda squadra. Il finale non è stato però in linea con gli anni precedenti, tra un declino sportivo, lo scivolone della SuperLega e le inchieste giudiziarie che hanno portato alle dimissioni. La società ha ringraziato Agnelli con un video in cui ripercorre quelle che definisce «uniche, indimenticabili, irripetibili, tredici stagioni». «Oltre ad amare e aver sempre amato i colori di questo club - si congeda Andrea -, mi sono in tutti questi anni impegnato al massimo per le mie possibilità per ottenere i risultati che abbiamo ottenuto sia sul campo che fuori dal campo e sono stati anni straordinari nei quali ho avuto l'onore di presiedere questa società». Oltre ad Agnelli, saluteranno pure l’ad Maurizio Arrivabene e il vicepresidente Pavel Nedved, prima calciatore e poi dirigente bianconero. «A entrambi - si legge in una nota - va il ringraziamento di Juventus».

Svolta

Ora si volta pagina. Inizia l’era Ferrero-Scanavino e del nuovo board completato da Diego Pistone, Fioranna Vittoria Negri e Laura Cappiello. Sarà una sorta di “governo tecnico”, composto da figure di fiducia dell’azionista di maggioranza Exor. Cinque esperti in campo legale, giuridico e societario che avranno alcune priorità: normalizzare la burrasca extra campo e condurre il club in un porto sicuro e risanare i conti, in rosso per oltre 238 milioni. Domani la nuova dirigenza farà il debutto “sportivo” in coppa Italiacontro il Monza ma venerdì 20 c’è già uno snodo importante con la Corte di appello federale che si pronuncerà sulla richiesta della Procura della Figc di riaprire il processo sulle plusvalenze. Il 27 marzo, poi, ci sarà l’udienza preliminare dell’inchiesta Prisma. Giustizia sportiva e giustizia ordinaria, quindi, ma si dovranno affrontare anche i rilievi della Consob e l’indagine Uefa sulla possibile violazione del Financial Fair Play. E c’è pure un rapporto da ricostruire con Nyon, dopo lo strappo della SuperLega. Il core business invece è nelle mani di Allegri, indicato da John Elkann come «punto di riferimento dell’area sportiva». Per il momento tutto resterà invariato; a fi ne stagione i nuovi vertici faranno un bilancio e verosimilmente ci saranno nuovi innesti “sportivi” nel management. Tutti sono sotto esame: qualificazione in Champions, altrimenti sarà rivoluzione.


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