Caso plusvalenze e la carta segreta di Ronaldo: cosa rischia la Juve 

Oggi si torna in aula: tutto quello che può succedere al club bianconero
Caso plusvalenze e la carta segreta di Ronaldo: cosa rischia la Juve © ANSA
3 min
Nicola Balice

Ieri sera la Coppa Italia, oggi una partita ben più importante per la Juve. È quella che si giocherà a partire dalle 12.30 presso la Corte Federale d'Appello a Sezioni Unite, presieduta da Torsello, chiamata a esprimersi sulla richiesta di revocazione del giudizio di proscioglimento pronunciato lo scorso 17 maggio presentata dalla Procura Federale a proposito del caso plusvalenze. Una decisione che riguarda la Juventus e altri otto club (Empoli, Sampdoria, Genoa, Parma, Pisa, Pescara, Pro Vercelli e Novara), oltre a diversi suoi dirigenti o ex dirigenti tra cui Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Fabio Paratici e Federico Cherubini. Nel caso in cui la richiesta presentata da Chiné venisse respinta non cambierebbe nulla riguardo l'assoluzione, nel caso in cui invece la richiesta venisse accolta allora potrebbe essere fissata una nuova udienza o (molto più probabilmente) si potrebbe procedere immediatamente a un nuovo dibattimento. Che vedrebbe in questo caso la Procura Federale avanzare delle richieste di sanzioni ben più pesanti di quelle precedenti. Tutto si svolgerà in modalità on-line, in collegamento ovviamente i legali rappresentanti delle parti coinvolte. Che nel frattempo hanno presentato le proprie memorie difensive negli scorsi giorni, rispettando i tempi previsti. La posizione della Juve non cambia ed è stara ribadita a più riprese negli scorsi giorni. «Confidiamo che il ricorso per revocazione sia dichiarato inammissibile o comunque respinto», veniva scritto dal club bianconero all'interno della mail di risposta a Report poi resa pubblica dopo la trasmissione di Rai 3.

Il caso della carta di Ronaldo: cosa può succedere alla Juve

Parallelamente procede il lavoro della Procura di Torino sui conti del club bianconero dal 2018 al 2021, in attesa dell'udienza preliminare dal Gup il prossimo 27 marzo: appuntamento in cui dovrebbe arrivare anche la decisione sulla richiesta dei legali della Juventus di trasferire l'inchiesta da Torino a Milano (o in subordine Roma) per competenza territoriale. Nel frattempo rimane chiave la figura di Cristiano Ronaldo per quel che riguarda almeno la seconda manovra stipendi e gli oltre 19 milioni di euro ancora in sospeso, con quella «famosa carta che non deve esistere» di cui parlavano in un'intercettazione Cesare Gabasio e Cherubini. Documento che sarebbe stato ricostruito dai pm e rinvenuto, secondo quanto rivelato dal Corriere della Sera, lo scorso 23 marzo presso lo studio dell'avvocato Federico Restano: una lettera firmata da Fabio Paratici (ma non controfirmata da Ronaldo) con oggetto «Accordo premio integrativo - scrittura integrativa» e presente negli atti dei pm, facente riferimento a due allegati con un «documento relativo al premio integrativo riconosciuto a suo favore» e una «ulteriore scrittura integrativa dell'accordo premio integrativo». A tale proposito, i legali di Ronaldo hanno fatto sapere di non aver mai visto quei documenti, chiedendo al Gup di poter avere acceso agli atti dei pm.

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