Juve, il tempo di essere davvero Pogback

Leggi il commento al ritorno del centrocampista bianconero
Xavier Jacobelli
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Nel penultimo post pubblicato a beneficio della moltitudine che lo segue su Instagram (57 milioni di follower), Paul Pogba ha scritto di essere “più che affamato”. Alleluja. Finalmente. Enfin. Finally. E garantiamo questi come i commenti multilingue più eufemistici in calce all’ennesima dichiarazione d’intenti del quasi trentenne centrocampista francese.

Pogba, d’ora in poi auspicabilmente Pogback stando alle parole di Allegri, è tornato alla Juve 202 giorni fa. Da 202 giorni egli va alla ricerca del tempo perduto, non avendo collezionato un minuto di gioco, ma settimane e settimane sull’altalena di terapia conservativa per andare al Mondiale, intervento chirurgico che gli ha fatto saltare il Mondiale, speranze, annunci, stop and go, più che stop che go. Il tempo delle parole e dei post è finito: se c’è un momento in cui Paul deve sdebitarsi con la Juve, il momento è questo.

Soprattutto questo, con la Tempesta -15 che infuria, il ciclone Prisma all’orizzonte e Chiné che ha chiesto altri 40 giorni per indagare sugli stipendi congelati. La pazienza della Juve è direttamente proporzionale all’entità dell’onere che il club si è accollato quando ha riportato a Torino l’ex ragazzo prodigio che nel suo primo quadriennio bianconero vinse 4 scudetti, 2 Coppe Italia e 3 Supercoppe di Lega. Stiamo parlando di uno stipendio lordo di 10,4 milioni di euro (fonte calcio e finanza), cioè 8 milioni netti a stagione con un peso a bilancio di 11,1 milioni di euro, considerando gli oneri accessori spalmati sino al 2026.

McKennie è in partenza per Leeds, ma la Juve ha deciso di non rimpiazzare l’americano, proprio perché si aspetta grandi cose da Pogba. Al quale, i tifosi chiedono di fare ciò che i suoi compagni hanno fatto con l’Atalanta, quarantotto ore dopo la mazzata della penalizzazione: se Allegri lo manda in campo, Paul tiri fuori l’orgoglio e faccia il Pogba. Più affamato che mai.


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