Processo Juve, ci siamo: lunedì udienza preliminare davanti al Gup

Il Consiglio di Stato chiamato a valutare l'ammissibilità della "carta Covisoc": cosa succede adesso
Processo Juve, ci siamo: lunedì udienza preliminare davanti al Gup© LAPRESSE
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Nicola Balice

TORINO - Appuntamento a lunedì 27 marzo. Il giorno dell’apertura dell’udienza preliminare davanti al Gup è ormai alle porte, sarà Marco Picco infine a dover decidere se accogliere o archiviare la richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla Procura di Torino nei confronti della Juventus e di dodici suoi (ex) dirigenti, tra cui Andrea Agnelli, Fabio Paratici, Pavel Nedved e Maurizio Arrivabene. L’inchiesta Prisma si è sviluppata sui conti della Juventus per quel che riguarda i bilanci del triennio 2018- 2021, i principali reati ipotizzati dall’accusa sono quelli di falso in bilancio, false comunicazioni al mercato azionario, false fatturazioni e ostacolo all’esercizio delle autorità di pubblica vigilanza (Consob): il tutto in oltre 15mila pagine di atti depositati complessivamente, per esaminare le ultime 1.000 delle indagini suppletive è stato rinviato due volte il cda della Juve per l’approvazione dell’ultimo bilancio semestrale che si terrà solo oggi. Al Gup spetterà subito anche un altro compito, quello di valutare l’istanza di spostamento da Torino a Milano (o in subordine Roma) che verrà presentata dalla difesa per competenza territoriale: i legali bianconeri ritengono che i principali presunti reati contestati si sarebbero consumati a Milano dove ha sede la Borsa e da dove vengono diffuse le comunicazioni delle società quotate (o in subordine a Roma dove si trova il data center utilizzato per il servizio), la Procura di Torino ritiene invece che si siano consumati nella sede della Juventus da dove sarebbero partiti anche i comunicati sulle manovre stipendi.

Juve, inchiesta allargata

Plusvalenze e manovre stipendi, accordi privati (vedi la famosa «carta Ronaldo») e side letter, rapporti con agenti e altri club. Il lavoro del pool di magistrati composto dal procuratore aggiunto Marco Gianoglio e dai sostituti procuratori Mario Bendoni e Ciro Santoriello (che proprio in questi giorni ha comunicato la decisione di astenersi dall’accusa dopo le polemiche per alcune sue dichiarazioni anti-Juve) è stato trasferito anche ad altre sei procure (quelle di Genova e Cagliari si sono a loro volta già attivate), alla Uefa e alla Procura Federale. Con Giuseppe Chiné che ha avviato anche un secondo filone di indagine staccato dal processo plusvalenze che ora attende la decisione del Collegio di Garanzia del Coni a cui si è appellata la Juve per annullare la sentenza della Corte d’Appello Federale.

L'udienza del Consiglio di Stato

Intanto ieri si è tenuta l’udienza del Consiglio di Stato a proposito dell’obbligo imposto dal Tar del Lazio alla Procura Federale di mettere a disposizione dei legali di Federico Cherubini e Fabio Paratici quella che è diventata famosa come la «carta segreta Covisoc», la nota 10940 costituita da uno scambio di missive tra Covisoc e Procura Federale: documento già a disposizione dei legali bianconeri ma che attende la decisione del Consiglio di Stato per poter essere ammessa o no in sede processuale. La difesa della Juve sperava di trovare la prova del fatto che l’inchiesta fosse cominciata ben prima dell’inizio ufficiale, con relativo vizio di forma e annullamento della sentenza sul caso plusvalenze (anche se la Juve non viene mai nominata).


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