Thiago Motta, ultima chiamata: la Juve si schiera con lui per ora. Ma a giugno...
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Thiago Motta, ultima chiamata: la Juve si schiera con lui per ora. Ma a giugno...

Squadra bianconera sotto processo: Ferrero, Scanavino e Giuntoli strigliano i giocatori. Allenatore fuori discussione, ma il quarto posto basterà per una conferma?
Fabrizio Patania
5 min

TORINOC’è chi, sorridendo ma non troppo, nella notte tremenda dello Stadium ironizzava sull’eliminazione ai rigori dalla Coppa Italia. "In campionato sarebbe stato un altro pareggio, qual è la differenza?". Dal punto di vista statistico, il diciassettesimo stagionale in 39 partite, compresa Champions, ha fatto deflagrare la crisi. Il dato, nudo e crudo, basta e avanza se legato al nome e alla tradizione della Juve per considerare barcollante progetto e allenatore. La cronaca dell’ultima settimana racconta molto altro, partendo da una faticosa ricerca del pareggio (ancora, guarda un po’) di bilancio. Il Psv Eindhoven e l’Empoli hanno sottratto, nelle ultime due partite, una ventina di milioni. Sono andati in fumo i quarti di Champions, con relativo incasso al botteghino, le semifinali di Coppa Italia e l’ipotesi di tornare in Arabia Saudita, nella prossima stagione, per la Supercoppa italiana. Thiago avrebbe dovuto eliminare il “suo” Bologna, mica facile, ma il passaggio del turno e magari un confronto stellare con Arsenal o Inter sarebbero diventati un collante fondamentale per sostenerne il lavoro, proiettandosi verso il futuro. Così, è inevitabile, si sono moltiplicate le incertezze e lieviteranno le critiche. Rischia di crollare tutto. "Il pubblico è stato persino troppo gentile" ha raccontato il Thiago furioso di martedì notte, riferendosi ai fischi dello Stadium. "Non posso difendere nessuno, neppure me stesso. Responsabilità mia se non ho saputo trasmettere quanto contava questa partita e cosa significa indossare la maglia della Juve. Atteggiamento inaccettabile nella vita e nel lavoro, non solo su un campo di calcio. Chiedo scusa, mi vergogno"

Thiago Motta si è sentito tradito

L’idea che potesse solo coltivare il pensiero di un passo indietro è subito caduta. Il tecnico-italo brasiliano non si arrende, non molla. Andrà avanti, ma per la prima volta si è sentito tradito dai giocatori, non ha visto concentrazione e voglia. I fischi dello Stadium, già nel primo tempo, erano giustificati. Già nella notte Thiago ha incassato la fiducia di Giuntoli. La dirigenza bianconera ieri mattina si è presentata compatta alla Continassa. Anche il presidente Ferrero e l’ad Scanavino hanno partecipato al confronto con la squadra. È stato chiesto senso di responsabilità e di appartenenza. Giocatori sotto processo. La società si è schierata con l’allenatore e non poteva fare diversamente. A dodici giornate dal traguardo, resta un solo obiettivo da centrare, vitale per l’economia aziendale: la qualificazione Champions. I bianconeri, per la verità, pensano di poter raggiungere l’Atalanta, non solo di tenere dietro la Lazio e le altre concorrenti. Lo scudetto, a meno 8 dall’Inter, resta un miraggio. Serve un finale di stagione convincente. Quarto posto, se possibile senza affanni, vincendo il più alto numero di partite. Il Mondiale per Club a giugno complica la programmazione. La Juve, a maggior ragione, ha bisogno di continuità. 

Giuntoli difende il "suo" Thiago

Come e perché la società difenda Thiago è chiaro. Giuntoli lo ha scelto, investendo quasi 270 milioni nelle ultime due sessioni di mercato. Il fallimento di Motta sarebbe il suo. Difficile scindere le responsabilità. C’è una gestione condivisa, come raccontano i tagli di Danilo, Szczesny e Chiesa con stipendi troppo alti e il caso Vlahovic, declassato a riserva in assenza di rinnovo. Ha un ingaggio troppo pesante, non resterà alla Juve nel 2025/26. Thiago e la dirigenza sono legati a doppio filo, fermo restando che ogni decisione appartiene alla proprietà, ovvero Exor e John Elkann, ieri in Barhain con la Ferrari. Le criticità resistono. Su tutte il rapporto tra tecnico e gruppo. Motta, a cui si rimprovera scarsa empatia, da qui a maggio deve darsi un futuro alla Juve. 


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