Spalletti alla Juve: il tecnico è pronto a dire sì, oggi l'incontro. Altri due allenatori in lista
TORINO - Del doman v’è certezza, del dopodomani un po’ meno. Perché l'esonero di Igor Tudor apre una linea di successione che dovrebbe portare a Spalletti: condizionale d’obbligo visto che per Juventus-Udinese di domani -18.30 allo Stadium - ci sarà il panchina Massimo Brambilla, tecnico della Next Gen, scelto ad interim dalla dirigenza per un interregno destinato a durare pochissimo visto che poi tornerà ad allenare la seconda squadra bianconera in C. Dopo andrà in scena la più classica puntata di “Avanti un altro”, solo che la conduzione non è di Paolo Bonolis ma di Damien Comolli: da escludere piste estere, Luciano da Certaldo è in pole position sebbene chieda un contratto fino al 2028, diversi milioni. Ci sarebbe l'intenzione, da parte dei bianconeri, di optare per una soluzione a breve termine, con scadenza a giugno e magari un’opzione in caso di qualificazione alla prossima Champions, unico vero obiettivo sportivo ed economico per non considerare la stagione un totale fallimento. Questo per avere le mani libere e un (altro) anno zero dopo gli ultimi due segnati dalle scelte Giuntoli-Thiago Motta e poi dalla conferma forzata di Tudor.
Juve, il piano di Chiellini
La linea sostenuta alla Continassa da Giorgio Chiellini è quella di un profilo da big, che non sia una scommessa ma un allenatore navigato, capace di riportare in porto una barca che rischia di affondare fra venti freddi e mareggiate che muovono la prua. Così nella ultime ore ci sono stati diversi contatti, con Spalletti che sta valutando i pro e i contro, pur sapendo che è un prendere o lasciare. Potrebbe essere l'ultima opportunità per guidare la Juve, non un brutto sbarco dopo il triste epilogo con la Nazionale. Certo è che per il tecnico toscano sarebbe un’altra patata bollente, ma il suo carisma e il suo curriculum potrebbero, almeno inizialmente, calmare una piazza ormai esasperata, fra uno stile Juve che è venuto a mancare in più occasioni, alibi cercati in calendari e arbitraggi, qualche polemica di troppo con i calciatori e tanti punti lasciati sul campo.
