Spalletti alla Juve: il tecnico è pronto a dire sì, oggi l'incontro. Altri due allenatori in lista

Il club bianconero alle prese con l'ennesimo cambio in panchina: l'ex ct della Nazionale Italiana è il primo candidato dopo l'esonero di Tudor
Andrea Losapio

TORINO - Del doman v’è certezza, del dopodomani un po’ meno. Perché l'esonero di Igor Tudor apre una linea di successione che dovrebbe portare a Spalletti: condizionale d’obbligo visto che per Juventus-Udinese di domani -18.30 allo Stadium - ci sarà il panchina Massimo Brambilla, tecnico della Next Gen, scelto ad interim dalla dirigenza per un interregno destinato a durare pochissimo visto che poi tornerà ad allenare la seconda squadra bianconera in C. Dopo andrà in scena la più classica puntata di “Avanti un altro”, solo che la conduzione non è di Paolo Bonolis ma di Damien Comolli: da escludere piste estere, Luciano da Certaldo è in pole position sebbene chieda un contratto fino al 2028, diversi milioni. Ci sarebbe l'intenzione, da parte dei bianconeri, di optare per una soluzione a breve termine, con scadenza a giugno e magari un’opzione in caso di qualificazione alla prossima Champions, unico vero obiettivo sportivo ed economico per non considerare la stagione un totale fallimento. Questo per avere le mani libere e un (altro) anno zero dopo gli ultimi due segnati dalle scelte Giuntoli-Thiago Motta e poi dalla conferma forzata di Tudor.

Juve, il piano di Chiellini

La linea sostenuta alla Continassa da Giorgio Chiellini è quella di un profilo da big, che non sia una scommessa ma un allenatore navigato, capace di riportare in porto una barca che rischia di affondare fra venti freddi e mareggiate che muovono la prua. Così nella ultime ore ci sono stati diversi contatti, con Spalletti che sta valutando i pro e i contro, pur sapendo che è un prendere o lasciare. Potrebbe essere l'ultima opportunità per guidare la Juve, non un brutto sbarco dopo il triste epilogo con la Nazionale. Certo è che per il tecnico toscano sarebbe un’altra patata bollente, ma il suo carisma e il suo curriculum potrebbero, almeno inizialmente, calmare una piazza ormai esasperata, fra uno stile Juve che è venuto a mancare in più occasioni, alibi cercati in calendari e arbitraggi, qualche polemica di troppo con i calciatori e tanti punti lasciati sul campo. 


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Juve, Mancini è l’alternativa

L’altro candidato è Roberto Mancini, per ora in subordine, che è stato sondato già da qualche giorno ma che chiede un progetto lungo: meglio dunque puntare sull'idea originale, al netto di possibile increspature o richieste eccessive. Quella di Mancini sarebbe comunque una scelta forte e destinata a smuovere coscienze, perché significherebbe proiettarsi finalmente su un'idea ad ampio spettro, in un’epoca storica in cui la Juventus preferirebbe avere l'uovo oggi più che la gallina domani ma probabilmente corre il rischio di concreto di non avere nessuno dei due. Con Tudor, almeno con il quarto posto della scorsa annata, l'uovo era arrivato.


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Juve, suggestione Palladino

In questo quadro si inserisce Raffaele Palladino. Facile da raggiungere, cuore Juve, consigliato dal dt Modesto. Accetterebbe sei mesi di contratto, sarebbe la risposta semplice a un problema decisamente complesso, con il pericoloso precedente di non avere dalla propria parte un curriculum top, nonostante il discreto anno a Firenze. Probabilmente troppo poco per esporlo a ipotetiche critiche dopo il secondo pareggio o la prima sconfitta: sarebbe come essere punto e a capo. La Juventus non può più permetterselo


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TORINO - Del doman v’è certezza, del dopodomani un po’ meno. Perché l'esonero di Igor Tudor apre una linea di successione che dovrebbe portare a Spalletti: condizionale d’obbligo visto che per Juventus-Udinese di domani -18.30 allo Stadium - ci sarà il panchina Massimo Brambilla, tecnico della Next Gen, scelto ad interim dalla dirigenza per un interregno destinato a durare pochissimo visto che poi tornerà ad allenare la seconda squadra bianconera in C. Dopo andrà in scena la più classica puntata di “Avanti un altro”, solo che la conduzione non è di Paolo Bonolis ma di Damien Comolli: da escludere piste estere, Luciano da Certaldo è in pole position sebbene chieda un contratto fino al 2028, diversi milioni. Ci sarebbe l'intenzione, da parte dei bianconeri, di optare per una soluzione a breve termine, con scadenza a giugno e magari un’opzione in caso di qualificazione alla prossima Champions, unico vero obiettivo sportivo ed economico per non considerare la stagione un totale fallimento. Questo per avere le mani libere e un (altro) anno zero dopo gli ultimi due segnati dalle scelte Giuntoli-Thiago Motta e poi dalla conferma forzata di Tudor.

Juve, il piano di Chiellini

La linea sostenuta alla Continassa da Giorgio Chiellini è quella di un profilo da big, che non sia una scommessa ma un allenatore navigato, capace di riportare in porto una barca che rischia di affondare fra venti freddi e mareggiate che muovono la prua. Così nella ultime ore ci sono stati diversi contatti, con Spalletti che sta valutando i pro e i contro, pur sapendo che è un prendere o lasciare. Potrebbe essere l'ultima opportunità per guidare la Juve, non un brutto sbarco dopo il triste epilogo con la Nazionale. Certo è che per il tecnico toscano sarebbe un’altra patata bollente, ma il suo carisma e il suo curriculum potrebbero, almeno inizialmente, calmare una piazza ormai esasperata, fra uno stile Juve che è venuto a mancare in più occasioni, alibi cercati in calendari e arbitraggi, qualche polemica di troppo con i calciatori e tanti punti lasciati sul campo. 


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