Juve, il costo altissimo degli allenatori: quanto pesano Thiago Motta e Tudor sul bilancio

E con l'arrivo del terzo allenatore la voce a bilancio si farà ancora più pesante
Andrea Losapio
2 min

Circa 25 milioni di euro per non fare nulla. Sono gli stipendi di due anni, al lordo delle tasse, di Thiago Motta e Igor Tudor, fra i sedici dell'italobrasiliano e i nove totali che rimangono al croato dopo l'esonero. L'austerity della Juventus non riguarda gli allenatori che, come successo al Milan un anno fa (in quel caso erano Pioli e Fonseca) se ne ritrova due a libro paga. Il club bianconero nelle ultime annate ha ricercato una via virtuosa dal punto di vista dei conti, riuscendoci però solo a targhe alterne. Una Juve che ha fatto registrare un -381 milioni in un triennio, tanto da far dire al prossimo ad Damien Comolli che ogni euro è importante. I risultati sportivi incidono su quelli economici ed è fondamentale non perdere contatto con le posizioni di testa, cioè quelle che portano alla Champions. Perché altrimenti servirebbero sacrifici tecnici (leggasi alla voce Yildiz) che alla Juventus nessuno vorrebbe fare.

I conti in tasca alla Juve

A marzo è arrivato un'iniezione di capitale da 15 milioni, a fine giugno - complice l'assenza di plusvalenze - un'altra dello stesso importo. Tra le pieghe del bilancio è stato approvato un aumento di bilancio per un massimo di 110 milioni (il 10% della capitalizzazione) riservato solo a Exor, con Tether che ha chiesto di modificarlo per non vedere diluita la propria partecipazione. L'addio di Tudor è quindi un tema sì sportivo, ma anche economico e non di poco conto, perché la proprietà vuole evitare lo stipendio di un terzo allenatore dopo il 2026. Probabilmente sperando che per gli altri arrivi una chiamata.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus