Strategia Spalletti, da chi ripartirà alla Juve: quei cinque giocatori sui quali punta il tecnico
Cambiaso a Coverciano era la sua coperta di Linus. Un jolly utile per qualsiasi modulo nel calcio diventato tridimensionale. «Servono gli occhiali in 3D per vedere il campo» raccontava il ct Spalletti nella pancia dell’Heysel, guarda caso uno stadio entrato (tragicamente) nella storia della Juve, alla vigilia di Belgio-Italia, novembre 2024. Erano seduti accanto e lo juventino, inizialmente capitano di Thiago Motta, spiegava. «In Nazionale non cambierò il modo di giocare. Ritengo che il calcio vada in questa direzione, tutti devono saper fare più cose. Cerco di rendermi utile, non ho un ruolo preferito». Ieri si sono salutati e riabbracciati. Spalletti lo aveva lanciato in Nazionale. La prima convocazione due anni fa, l’esordio a Miami (marzo 2024) nell’amichevole con Venezuela. Non sarebbe più uscito di scena. Ora tornerà a essere un perno della Juve.
In regia
Lucio e i suoi azzurri. Un filo da riannodare alla Continassa. Il blocco italiano lo dovrà aiutare e sostenere. Cambiaso è l’esempio del calciatore duttile, capace di sviluppare le relazioni e la fluidità moderna dei ruoli. Anche altri quattro bianconeri conoscono bene l’ex ct, trascurando Fagioli, il suo regista ideale se fosse rimasto a Torino. Rientrando dalla squalifica per il caso scommesse, “Fagiolino” bruciò in volata Locatelli e gli tolse il posto per l’Europeo 2024 in Germania, ma Lucio rimase colpito e impressionato dal modo di riproporsi di Manuel, attuale capitano della Juve, quando decise di richiamarlo a Coverciano. Accadde un anno fa, stessa conferenza stampa di Bruxelles condotta accanto a Cambiaso. «Locatelli è un ragazzo serio, professionista eccezionale - disse l’ex ct - quando l'ho chiamato gli brillavano gli occhi. Ora vedo delle cose che prima non vedevo, non so se è dipeso solo da lui o anche dal suo allenatore. Essere qualitativi fa la differenza». Per qualità di palleggio (Ricci) e dinamismo (Rovella), Locatelli non è mai stato il suo regista titolare, ma lo convocò a fine maggio e lo avrebbe utilizzato in Norvegia se non si fosse fatto male a Coverciano riportando una distorsione alla caviglia. Si fida del suo contrasto, del suo lancio lungo, della capacità di dare equilibrio.
Le scelte in difesa
Gatti con Spalletti ha accumulato diverse convocazioni e 3 presenze da titolare in azzurro, l’ultima a Dortmund. Lo vedeva centrale destro nel sistema difensivo a tre. Di Gregorio venne convocato una sola volta, un anno fa, per sostituire l’infortunato Vicario. Nelle gerarchie azzurre, era il suo quarto portiere. Infine Rugani, potenziale underdog della Juve. Lucio lo apprezza per le qualità di impostazione. Sorprese tutti, convocandolo a giugno dopo il gran rifiuto di Acerbi. Daniele si stava allenando alla Continassa in attesa del Mondiale per Club. L’ex ct si era informato con Farioli (allenatore dell’Ajax nella passata stagione) e ne aveva parlato con Giuntoli. Rugani così scavalcò il romanista Mancini e il laziale Romagnoli. Ora, in assenza di Bremer, potrebbe diventare una pedina chiave.