Spalletti cambia la Juve: arriva la nuova svolta tattica
Spalletti ci pensa. La sosta per analizzare, provare e decidere. Le tracce lasciate quando si è insediato alla Continassa hanno preso corpo subito dopo il derby. Ipotesi cambio modulo. Si va verso la difesa a quattro. Era un’ipotesi plausibile. Le prime tre partite della nuova gestione (Cremonese, Sporting Lisbona, Torino) hanno rafforzato le convinzioni e aumentato le conoscenze dell’ex ct. Non ha modificato l’idea. Può plasmare la Juve, creatura imperfetta e figlia di alcune scelte contraddittorie sul mercato. Lucio ha un obiettivo preciso e alcune remore. Vuole sfruttare il potenziale offensivo di cui dispone. La crescita di Zhegrova e la possibilità di sfruttare l’uno contro uno di Conceiçao sono un invito a virare verso il 4-3-3. Lo stesso Openda, non troppo risoluto sotto porta ma assai stimato ai tempi in cui l’Itala affrontava il Belgio in Nations, è un investimento da tutelare. Per ruotare gli attaccanti e dare vita al turnover, decisivo quando devi giocare tre volte a settimana, si impone la svolta tattica e l’unico modo per riuscirci è togliere un difensore. Tanto più che il giro palla sulla linea arretrata, troppo lento e passando sempre dal centrale con un passaggio in più del normale, non soddisfa Spalletti. Ci sarebbero due controindicazioni.
Juve, tutti i dubbi di Spalletti
La prima è relativa ai tempi e all’impossibilità, almeno sino a metà della prossima settimana, di poter lavorare con il gruppo al completo. Spalletti ritroverà tutti i nazionali a ridosso della trasferta (delicatissima) di Firenze, sabato 22 al Franchi. Lunedì 24 la Juve volerà al circolo polare artico per affrontare i norvegesi del Bødo Glimt in Champions. Il cambiamento avrebbe bisogno di risultati per essere accompagnato nel modo giusto. In caso contrario, aumenterebbero le difficoltà e la Signora non può perdere terreno. La seconda perplessità riguarda Koopmeiners, perché in difesa si sta comportando benissimo. Se c’è una cosa che funziona, il buon senso suggerisce di non toccarla, ma la qualità dell’olandese (se ritrovato) può far comodo anche a centrocampo.
Spalletti, l'idea 4-3-3
Per Spalletti l’ex Atalanta è un mediano a due oppure un interno sinistro. Il 4-3-3 lo porterebbe a considerarlo anche da play in alternativa a Locatelli. Ciò non toglie che potrebbero giocare in tandem, completando il reparto con un guastatore a scelta tra McKennie e Thuram. La linea mediana a tre favorirebbe la crescita dei giovani e l’inserimento di una mezzala. Più spazio per Adzic e Miretti. Manca l’ultimo passaggio. Neppure si può escludere, in attesa del recupero di Bremer, che Koopmeiners resti in difesa. Dopo la sosta, dovrebbe essere pronto Kelly. Anche Cabal può essere un cambio.
Spalletti, la miglior Juve col 3-5-2
La versione migliore della Juve di Spalletti si è vista a Cremona. Era un 3-5-2 puro con due veri esterni, Kostic a sinistra e Cambiaso a destra, dove rende meglio. Thuram, Locatelli e McKennie in mezzo. Mancava Yildiz, recuperabile da seconda punta accanto a Vlahovic. Quel tipo di assetto avrebbe bisogno di rinforzi sulle fasce ed escluderebbe Conceiçao e Zhegrova. Ecco perché non si capisce come abbiano costruito la squadra per Tudor.
