Dalla proprietà al nuovo Ceo: sono gli uomini a fare la Juve

Leggi il commento del direttore del Corriere dello Sport-Stadio sul momento dei bianconeri
Ivan Zazzaroni
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Elkann sferzante sui piloti della Ferrari: "Pensino più a guidare e meno a parlare". E incalzante su Spalletti e i giocatori della Juve: "Con un allenatore di tale esperienza tornare al successo è ciò che tutti i tifosi si aspettano... Tra la mia famiglia e il club rapporto inossidabile, il più duraturo al mondo".  
E adesso Comolli, fresco d’investitura. Si presentò con un manifesto riassumibile con tre “iperboli”: "vincere il Mondiale per club, siamo la Juve"; "lavoro coi dati da 25 anni, tutte le nostre decisioni sono guidate dai dati"; "la missione è regalare emozioni ai tifosi rendendo razionale la cosa più irrazionale, il calcio".  
Ieri DC ha esposto il nuovo programma - sulla falsariga del precedente - definendosi un costruttore di club.
Riflessione. Riguardo a Elkann, ricordo che sono le persone a fare la differenza. E la Juve. È fondamentale piazzare quelle giuste sul bus nei posti giusti e lasciare quelle sbagliate giù dal bus. Non importa quanto siano complicate le circostanze, con le persone giuste al posto giusto ogni traguardo è raggiungibile. Diversamente si continua a recitare la formula dell’anno zero e si vive in una dimensione irreale, come in Ferrari che non vince da 18 anni. Esemplare una metafora inglese: “Turkeys voting for Christmas”, traducibile con “scavarsi la fossa da soli”. 
Nel novembre 2022 Andrea Agnelli, in piena tormenta post-covid, plusvalenze, Consob e procure, non scaricò nessuno, ma affermò che "le responsabilità vanno divise su tutto il Gruppo di lavoro di 90 e più persone", difendendo così azienda e uomini, nostante i colpevoli fossero facilmente individuabili. "La Juve persegue l’eccellenza, se qualcuno ha standard diversi e non sopporta “pressure and challenges”, non è da Juve". 
Quanto a Comolli costruttore di club, preciso che la Juve esiste dal 1897 e dal 1923 è in mano alla Famiglia Agnelli che ha realizzato tutto in questo lungo secolo, a partire da Edoardo e passando per Gianni, Umberto, Giampiero Boniperti, Vittorio Caisotti di Chiusano, Andrea Agnelli e altri 21 presidenti e 4 comitati di gestione.  
Il segreto? Umiltà personale unita a determinazione professionale.


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