Inizia la rivoluzione di Spalletti: come sta cambiando la Juve

Il tecnico bianconero in vista della sfida di Firenze lavora sul cambio modulo e su Koopmeiners centrale di una difesa a quattro
Filippo Bonsignore
4 min

TORINO - Una Juve a immagine di Lucio. La sosta porta novità e Luciano Spalletti da oggi - dopo l’abbraccio ad un Sinner regale anche a Torino - riprende a lavorare per presentare, magari già a Firenze sabato pomeriggio, la Signora con un vestito diverso da quello con cui è andata in campo nelle prime tre uscite della nuova gestione. L’ex ct della Nazionale è pronto a partire con la seconda fase del suo lavoro: all’alba del cammino c’era l’urgenza di rimettere la macchina in carreggiata e di ritrovare i risultati ma non c’era il tempo di cambiare in modo radicale. L’avvio è stato nel segno del 3-4-2-1, sistema a lui non certo nuovo. Ora si può incominciare a pensare più concretamente alla rivoluzione. La pausa internazionale, pur portando via dieci giocatori, comunque meno che in altre occasioni, ha permesso a Spalletti di impostare le novità: ha iniziato a far germogliare la sua filosofia nel gruppo, a entrare nella testa dei calciatori con i concetti a lui cari. «Ora c’è anche la possibilità di cambiare modulo, provando le due punte o il 4-3-3» aveva annunciato dopo il pari nel derby con il Torino. E così è stato.

Juve, in difesa si passa a quattro

In allenamento, nei giorni scorsi, Lucio è partito con le prove di difesa a quattro, favorito dal fatto che tutto il reparto era a disposizione alla Continassa, a eccezione di Cambiaso. Nessuno dei centrali è stato chiamato in giro per il mondo; altri (Kelly, Bremer, Cabal) erano a Torino perché in fase di recupero da infortuni e un orecchio attento alle spiegazioni del nuovo tecnico l’hanno potuto dare, pur senza poterle subito sperimentare. E in campo c’era pure Koopmeiners, non considerato nelle convocazioni dell’Olanda. L’ex Atalanta è stata la prima grande invenzione proposta da Spalletti che ha proposto a sorpresa Teun nel terzetto dei difensori, sulla sinistra della linea a tre, già all’esordio a Cremona. Koop “alla Calafiori”, come il difensore dell’Arsenal in Nazionale. La mossa ha dato i suoi frutti perché l’olandese è apparto rigenerato, rinato in una nuova posizione già però ricoperta ai tempi dell’Az Alkmaar. Con una particolarità: in patria giocava in una linea a quattro. Ecco l’anello di congiunzione: Koopmeiners potrebbe essere proposto, almeno in questa fase in attesa del rientro di Bremer, pure nella nuova difesa juventina. Kalulu e Cambiaso esterni, Gatti e Koop (con Kelly in alternativa, visto che è sulla via del ritorno a disposizione) al centro. La prima difesa del 4-3-3 potrebbe avere questi interpreti.

Juve, l’obiettivo è blindare la difesa

L’approdo infatti sembra proprio questo, con l’alternativa del 4-3-1-2 o del 4-2-3-1, con una missione chiara: blindare la difesa, ridarle la solidità perduta e sfruttare tutte le potenzialità dell’attacco. Con il 4-3-3, il tridente sarebbe Conceiçao-Vlahovic-Yidliz, con Openda come alternativa a Dusan acciaccato; il belga è pronto come Zhegrova e David a recitare finalmente da protagonista. Con Yildiz sulla trequarti per innescare Vlahovic-Openda (o David) sarebbe un 4-3-1-2 che potrebbe anche trasformarsi in 4-2-3-1 se Spalletti deciderà di puntare forte sugli esterni, visto che in rosa non mancano tra Conceiçao, Zhegrova e Kostic. Il laboratorio di Lucio è aperto: nuove idee e nuovo sistema di gioco per far decollare nuovamente la Juve.   


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