Juve-Cagliari, quando la classe cancella la noia
Meno male che la classe esiste. Meno male che Yildiz gioca in Serie A, altrimenti partite come quella di Torino sarebbero una noia mortale. Prima del 2-1 del turco ci stavamo chiedendo cosa ci facessero due gol nel grigio e anonimo primo tempo di Juventus-Cagliari. Lo zero a zero del gioco, del ritmo e della creatività avrebbe dovuto contagiare anche il risultato e invece uno spunto di Palestra e una dormita un po’ festaiola (aveva appena segnato) della difesa del Cagliari stavano per chiudere sull’uno a uno quarantacinque minuti sonnecchianti. Poca Juve, pochissima, davanti al Cagliari impostato per il pareggio, ma non per la rinuncia, visto che appena entrava in possesso della palla cercava Palestra per attaccare. Il duello con Kostic era stravinto dal giovane esterno cagliaritano e non a caso Spalletti all’intervallo ha sostituito il serbo con Cambiaso.
Juve, Yildiz incanta l'Allianz Stadium
Poi Yildiz, che aveva già firmato l’uno a uno, si è ripreso tutta la scena come qualche giorno fa a Bodø e ha piazzato la doppietta un attimo prima dell’intervallo. Tranne che nel caso di qualche dio del calcio (Pelé, Diego, potremmo metterci anche Messi e forse Ronaldo) si dice sempre che un giocatore da solo non può vincere le partite. E allora andate a rivedere quella di Champions quando è entrato Yildiz e guardate bene anche la partita di ieri contro il Cagliari, quando Yildiz ha riconquistato il ruolo del protagonista. Era stato un fantasmino a Firenze, ma nei sette giorni successivi il suo talento, la sua padronanza tecnica, la sua familiarità con la rete e con l’ultimo passaggio sono state decisive per rimettere la Juve in corsa. Non è cambiato il suo modo di stare in campo, ma quello di inquadrare la partita, di dare forma e sostanza alla sua classe. Prima aveva un piacere particolare per la giocata personale, ora quella stessa giocata è finalizzata al gol. In sintesi: due tiri totali, tutt’e due in porta e tutt’e due in rete. Essenziale e decisivo. Il turco, aiutato in questa missione anche da Conceiçao, dà alla Juve tutto quello che manca a questa squadra. La tecnica, la capacità di sorprendere, la fantasia e i gol. Sul primo ha sfruttato la difesa slabbrata del Cagliari, sul secondo ha invece chiuso l’unica bella azione del primo tempo dei bianconeri: lancio di Locatelli, tacco al volo di McKennie, tocco di Kalulu e botta secca di Yildiz a un centimetro dal palo lontano.
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