Juve, indietro si torna
Tre passi avanti (solo nelle intenzioni, almeno per il momento) e uno indietro. Trovo sorprendente l'accenno di retromarcia della Juve: dopo aver cancellato tutto ciò che sapeva di Agnelli, usando come sterminatore il povero Giuntoli, la società si sta rimangiando alcune scelte. Ecco allora il ritomo di Marco Ottolini, che nella Juve di Andrea s'era formato, quello di Danilo allo Stadium e infine l'interessamento (concreto) per Federico Chiesa. Ricordo che Danilo e Chiesa erano stati simpaticamente "allontanati" proprio nella stagione giuntolo-mottiana. Per questo l'ex capitano, davanti a quarantamila tifosi, ha voluto chiarire di essersi ripresentato a Torino con i figli, uno dei quali juventinissimo, solo perché le cose e soprattutto le persone erano cambiate.
Giuntoli ha certamente delle colpe, essendo stato l'esecutore materiale, eppure merita - come tanti del resto - una difesa. Meglio se autodifesa. Ha però scelto di aspettare.
Nelle scorse settimane ho provato a contattarlo, ottenendo delle mezze frasi. «Potresti fare un bel pezzo», la prima risposta. «Niente interviste, più avanti. Comunque materiale ne avresti... Da Huijsen criticato...». Ma l'hai ceduto, gli ho ricordato, «a Kolo Muani... Nico Gonzalez sta facendo benissimo all'Atlético, forse non mi ero sbagliato. Potresti parlare di tutti quelli che ho venduto».
Meglio di no, visto l'azzeramento della Next Gen. «I miei giocatori sono tutti titolari. Io non cerco polemiche. Non ho avuto il tempo di lavorare. Soltanto un anno, e ho pagato l'infortunio di Bremer. Lo sai che Alberto Costa lo voleva il City? Avevo riordinato i conti. Sono arrivato che perdevano 300 milioni, ora sono a meno 58. L'età media è passata da 30 a 25. Argomenti ne avresti per ripulirmi un ро'».
Giuntoli non ha bisogno di ripuliture: solo chi fa sbaglia. Sbaglia di più chi è spinto, prima che a fare, a disfare.
