Svolta McKennie, la Juve si muove: svelata la strategia sul rinnovo
La scaletta era già stata fissata dai vertici della Juve: l’ad Comolli (e anche Spalletti) lo hanno fatto intuire sabato mentre veniva annunciato il rinnovo di Yildiz. La società bianconera ha intenzione di accelerare i tempi e chiudere in fretta il prolungamento del contratto di Weston McKennie, messo in lista subito dopo Kenan. Il texano, in realtà, trovandosi nelle condizioni contrattuali di trattare con altri club, avrebbe dovuto persino avere la precedenza accordata, per prestigio e impatto mediatico, al numero 10 turco. Non ci sono state preclusioni e differenze di trattamento. La Signora sta trattando con il centrocampista statunitense da qualche settimana. Siamo alla stretta finale e il club bianconero ha fretta di chiudere. C’è stato un incontro, di segno positivo, durante le fasi più concitate del mercato invernale. La notizia è trapelata senza evidenze eccessive. Le parti si devono riaggiornare a breve. Gli agenti della Wasserman sono attesi alla Continassa. Un vertice per definire il nuovo accordo e arrivare (nelle intenzioni del club e pare anche dell’americano) alla fumata bianca. Ogni momento è buono, sono attese novità in settimana. La Juve intende procedere con rapidità, chiudendo un’altra operazione (dopo Yildiz) per mettere in sicurezza un altro perno del progetto futuro e cominciare a delineare con Spalletti il disegno della prossima stagione.
Gli inserimenti
McKennie è in scadenza e vanno sventati possibili inserimenti. Negli ultimi giorni si è parlato anche dell’Inter, avrebbe portato avanti un sondaggio. All’inizio di gennaio veniva segnalato il suo possibile ritorno negli Stati Uniti: la nuova stagione della Major League partirà a marzo e siamo nella stagione del Mondiale 2026, tuttavia Weston dovrebbe restare in Italia. La Juve, nei giorni scorsi, esprimeva un fondato ottimismo sull’esito della trattativa, anche se certi limiti di natura finanzari non verranno superati. L’operazione dovrebbe andare a buon fine, ma servono le firme. Il nuovo tecnico lo ha riavvicinato alla Juve.
Il feeling
McKennie, come diversi altri giocatori, è rimasto stregato da Spalletti, definito un “allenatore unico”. Era con Allegri il rapporto era solido. Le sue difficoltà appartengono al passato e alla fase iniziale della gestione di Thiago Motta, che ne aveva chiesto la cessione prima di reintegrarlo e rivalutarlo. Ora Weston è il centravanti mascherato della Juve e ha stabilito il nuovo record personale di gol: alla Lazio ha firmato la settima rete stagionale, la quarta in campionato da aggiungere alle tre in Champions. Tre su sette di testa. Tutti gol realizzati dall’arrivo di Spalletti alla Continassa, datato 30 ottobre. Da allora è anche il centrocampista più prolifico della Serie A. McKennie non aveva mai segnato così tanto. Al massimo si era fermato a 6, come accadde nel 2020/21 con Pirlo in panchina. Calcio fluido e liquido, si dice adesso. L’americano ha una dote innata: sa inserirsi con il movimento, ha confidenza con la porta, colpisce di testa. Per Spalletti è un incursore con alcune qualità paragonabili a Perrotta e Nainggolan, altri centrocampisti allenati in carriera e trasformati in assaltatori. Dentro questa Juve, senza un vero 9, Weston è diventato decisivo.
