Cambiaso, cosa sta succedendo? La teoria del mancato passaggio al City e la verità sulla flessione alla Juve© Juventus FC via Getty Images

Cambiaso, cosa sta succedendo? La teoria del mancato passaggio al City e la verità sulla flessione alla Juve

C’è chi fa coincidere la flessione del rendimento di Andrea con il trasferimento in Inghilterra saltato. La realtà tuttavia è un’altra, proviamo a chiarirne i contorni
Filippo Bonsignore
4 min

TORINO - Dov’è finito il vero Cambiaso? La domanda non è nuova, visto che già dalla seconda metà della scorsa stagione l’interrogativo non trova risposta. L’azzurro non sembra più l’Andrea capace di fare la differenza, appare la controfigura dell’esterno moderno che parte dalla fascia - prevalentemente sinistra ma può adattarsi a giocare anche a destra -, entra dentro al campo e diventa un playmaker aggiunto o che taglia in profondità e si propone in area avversaria a chiudere l’azione. Tante buone cose (che certo il ragazzo non può aver dimenticato perché sono nel suo repertorio) ma anche tanti passaggi a vuoto. L’ultimo in ordine di tempo è capitato domenica scorsa contro la Lazio, quando è stato sorpreso dalla palla profonda di Cataldi per Isaksen che ha portato al raddoppio dei biancocelesti. Un errore, unito ad altre sbavature all’interno dei novanta minuti, non gradito dallo Stadium che l’ha sonoramente fischiato al momento della sostituzione con Boga.
Qualche mugugno c’era già stato in altre occasioni: è da un po’ infatti che Cambiaso si mantiene sull’altalena, con l’infortunio, il problema alla caviglia che lo condizionò tra dicembre e gennaio, unito ai rumors del mercato invernale che lo volevano a un passo dal Manchester City. Un affare che non si è concretizzato, ma che non può aver inciso così tanto: perché certe qualità, come detto, se fanno parte di un bagaglio non ne escono. Mai, comunque, si erano sentiti così tanti fischi come domenica. Una novità, insomma; il momento di massima difficoltà e di massima distanza con i suoi tifosi, nonostante in quella stessa partita, l’assist per McKennie che ha avviato la rimonta bianconera con la Lazio, fino al 2-2 di Kalulu. «Chi lo fischia fa un danno a lui e alla Juve» sottolinea Spalletti, che l’ha messo subito al centro del suo progetto, avendolo apprezzato anche durante il suo periodo in Nazionale dove l’aveva curiosamente definito «un giocatore tridimensionale perché guarda il calcio non solo in modo verticale e orizzontale, ma circolare». Tradotto, un giocatore moderno, ideale per il calcio di oggi in cui non ci sono più ruoli prestabiliti, in cui non contano più i ruoli ma gli spazi che si vanno a occupare.

Ripartenza Cambiaso

Adesso toccherà proprio al tecnico lavorare per recuperarlo al meglio dal punto di vista mentale, così come ha fatto con successo con Jonathan David dopo l’erroraccio dal dischetto contro il Lecce, ottenendone presto una risposta immediata e convincente a suon di gol. «Che cosa gli dirò? Quello che gli ho sempre detto, cioè che secondo me è un calciatore forte, che sa giocare a calcio - rileva il tecnico bianconero -. Andrea ha questa qualità di stare dentro ad un moto perpetuo con qualità, di stare nelle giocate importanti, sa giocare bene dentro al campo e sull'esterno. Contro la Lazio ha fatto bene nel primo tempo poi non ha letto quella palla di prima di Cataldi da cui è nato il gol e si è fatto tagliare fuori, ma succede. Sono situazioni che deve mettere a posto perché nel calcio vince chi pensa prima, chi prevede, chi fa due cose insieme». Cambiaso era partito con il botto all’alba dell’avventura di Spalletti in bianconero: prima partita a Cremona e subito un gol, rimasto l’unico finora in stagione, cui ha aggiunto 4 assist. Non è mutata invece la fiducia del tecnico che l’ha schierato infatti da titolare venti volte su 22 partite. E da qui deve ripartire lo stesso Andrea, forte delle qualità che lo hanno messo sotto i riflettori delle big in Europa. E con l’Inter all’orizzonte.


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