Spalletti, il retroscena sul Besiktas prima della Juve: cosa è successo in estate
Un poliziotto olandese per la Juve. Nella bolgia del Rams Park di Istanbul, il nuovo Ali Sami Yen, toccherà a Danny Makkelie scongiurare qualsiasi trappola, governando nel modo giusto lo spareggio di andata con il Galatasaray. C’è un precedente in Champions e risale al 28 ottobre 2020, si giocava a porte chiuse allo Stadium, la Juve di Pirlo si arrese al Barcellona (0-2) e il fischietto olandese annullò tre gol per fuorigioco a Morata. Niente errori, solo casualità e sfortuna. Makkelie, ex poliziotto di professione, è un arbitro di livello internazionale e con un’esperienza superiore a La Penna. Ha un ottimo curriculum Uefa, ma il suo rendimento (secondo quanto segnala il nostro Edmondo Pinna) è calato dopo l’Europeo 2021. Sul Bosforo sono ogni volta partite delicate e non semplici da arbitrare. Le tribune a precipizio sul campo, cinquantamila turchi indiavolati a spingere la squadra di Okan Buruk.
Quei due
Più che dall’arbitro, la Juve dovrà guardarsi da Victor Osimhem e Mauro Icardi. Probabile staffetta, anche se nell’anticipo di Super Lig venerdì hanno fatto coppia. Il Gala ha vinto 5-1. Di solito i turchi giocano 4-2-3-1, esprimono un potenziale altamente offensivo (c’è anche Noa Lang, appena arrivato dal Napoli) ma dietro concedono. Si prevede l’assalto vero in avvio di partita. La Juve dovrà resistere per uscire alla distanza e creare i presupposti per la qualificazione agli ottavi da timbrare nel ritorno allo Stadium: ballano 11 milioni di premio Uefa e un avvicinamento più disteso ai confronti con Como e Roma. I bianconeri devono blindare la Champions attraverso il quarto posto in Serie A, per niente sicuro.
No al Besiktas
Lucio ritrova il centravanti dello scudetto di Napoli, 49 gol in 71 partite nel biennio sotto la sua gestione. Il nigeriano vive in un quartiere elegantissimo di Istanbul e guadagna cifre spropositate: 21 milioni netti di ingaggio, 16 nella parte fissa e 5 di bonus facili. Il suo arrivo è stato favorito anche da Mauro Icardi, il capitano del Gala. Sono amici, vanno d’accordo in campo e fuori. L’ex interista, due settimane fa, è stato vicinissimo alla Juve. Era pronto a dire sì e il contratto sarebbe stato esteso al 2027 (ingaggio da 7 milioni) in caso di qualificazione Champions o segnando un minimo di 10 gol. Il presidente Dursun Ozbek in previsione delle future elezioni non lo avrebbe lasciato andare, Chiellini e Comolli si sono sfilati in tempo utile. Tra Spalletti e Icardi il tempo dei chiarimenti era già stato superato da un pezzo. Le tensioni di Appiano erano nate a causa di Wanda Nara (ex moglie) e di quanto gli girava intorno. Il retroscena appartiene alla Istanbul possibile di Lucio. Verso la fine di agosto, quando era ancora a riposo nella sua tenuta toscana di Montaione, il Besiktas lo aveva sondato offrendogli la panchina di Solskjaer, esonerato poche ore dopo. L’ex ct dell’Italia disse no e non accettò la proposta del club turco, rivale del Galatasaray. Sul Bosforo planerà in serata con la Juve, piegata ma non spezzata dalla notte di San Siro.
