Pressing Juve su Spalletti: perché il club vuole il rinnovo indipendentemente dai risultati. E su Vlahovic...
La Juve sta trasformando il corteggiamento in assedio, il solco è tracciato: Elkann, Comolli e Chiellini vogliono strappare il sì di Spalletti e blindarlo con un prolungamento biennale per dare un segnale di continuità e di progetto. La scelta non dipende dal piazzamento in campionato e dalla qualificazione alla prossima Champions, determinante per stabilire il budget legato alla prossima stagione.
Pressing Juve su Spalletti
Il club bianconero ha intenzione di stringere i tempi, prepara l’incontro per il rinnovo, da realizzare forse già in settimana o all’inizio della prossima. Lucio ha aperto, è disponibile, immagina un futuro bianconero, ma vuole costruire qualcosa di solido e di entusiasmante. Il contratto non è mai stato la priorità nei suoi pensieri, ecco perché sino a qualche settimana fa rinviava a maggio qualsiasi discorso. Ora i tempi sono maturi, a maggior ragione senza certezze di risultato e per sgombrare qualsiasi dubbio, affinché tutte e due le parti arrivino in fretta a un’intesa. Per l’ex ct contano il campo e la possibilità di lavorare con logica, rinforzando alcuni ruoli e chiarendo bene quali diventeranno gli obiettivi. Il piano, le garanzie tecniche, il mandato. Ecco cosa chiederà, se non lo ha già fatto perché una società e un allenatore parlano in continuazione, quando si metteranno seduti, forse per affrontare il discorso economico, dove la differenza sarebbe colmabile e in linea con i nuovi parametri imposti dalla proprietà Exor, non tanto disposta a ricapitalizzare ogni sei mesi. Si parla di un ingaggio tra i 4 e i 5 milioni per l’ex ct dell’Italia. Molto più significativo il confronto sui programmi, la disponibilità a investire sui calciatori da comprare e da trattenere.
I rinforzi da consegnare al tecnico
Se la Juve vuole tornare subito competitiva per lo scudetto, serviranno quattro o cinque colpi veri, in grado di alzare il livello. Uno o due attaccanti, un centrocampista creativo, un portiere, un difensore. Se ci si accontenta di lottare per la Champions come quest’anno, con una rosa meno competitiva rispetto alla passata stagione, il piano dovrà essere accompagnato da rinforzi indovinati senza sgarrare di un centimetro. Altri errori inguaierebbero la Signora. Basterebbe snocciolare alcuni nomi - da Weah ad Alberto Costa passando per Nico Gonzalez, Savona, Mbangula oltre a Douglas Luiz, di nuovo in palla con l’Aston Villa - per valutare quanto patrimonio tecnico sia stato disperso a causa del bilancio, appensantito nel 2025/26 dai flop di Openda, David e Zhegrova. C’è tanto lavoro da fare e occorrono le risorse per competere, ma la Juve quanto potrà spendere a luglio? Sarà possibile strutturarsi per tornare subito in corsa come pretendono tradizioni, aspettative e tifosi? Sono queste le domande principali a cui rispondere e passeranno anche dai rinnovi.
Vlahovic, colloqui per il rinnovo
Blindati Yildiz e McKennie, si sono infittiti i colloqui con Vlahovic. La Juve e il serbo hanno già parlato nei giorni scorsi, i costi vanno contenuti, è stato proposto un rinnovo da circa 6 milioni di euro, forse qualcosa di meno. Dusan non avrebbe chiuso, anzi. È in ascolto, non esclude di restare a Torino. C’è, però, ancora qualcosa da sistemare e allora le parti si aggiorneranno in queste ore, forse già tra oggi e domani. Lo spiraglio si è aperto. La prudenza, in questi casi, è consigliata e vanno sventati possibili inserimenti. Tocca al serbo decidere. Per la Juve un conto sarebbe riuscire a trattenerlo, un altro doverlo sostituire. Come si è già visto, per niente facile e costoso.
