La Juve si rialza, aspettando Vlahovic

Leggi il commento sul successo dei bianconeri di Spalletti sul Pisa
Massimiliano Gallo
Massimiliano Gallo

4 min

Pubblicato il 08.03.2026, 10:10

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Il caso non esiste. Almeno non nel calcio. Esce David e la Juventus segna quattro gol. Esce David e la Juventus cambia marcia e regala un secondo tempo spumeggiante. Più che sliding doors, quelle dell’attaccante canadese sembrano porte destinate alla chiusura definitiva. In fondo alla strada s’avanza una figura con l’andatura da cowboy. Viene dalla Serbia. Si chiama Dusan Vlahovic. La primavera di Spalletti e della Juventus sarà legata a lui, alle prestazioni del centravanti che ha fatto valere la regola dell’assenza. Vivere cento giorni con David e Openda farebbe tornare in mente persino Pacione, figuriamoci Vlahovic. La rincorsa alla Champions passerà dai piedi del serbo. È dura vivere senza centravanti. La Juventus in campionato non vinceva dal 1° febbraio. Anche allora ne segnò quattro (4-1 al Parma). Poi, il lungo tunnel. Due pareggi in quattro partite. La sconfitta in casa dell’Inter. E la settimana dopo, il punto più basso: la resa allo Stadium contro il Como. Senza dimenticare le due eliminazioni: dalla Coppa Italia e dalla Champions. Ma la squadra c’era. C’è sempre stata. Il gruppo anche. Del resto l’uomo in panchina è uno che di semina se ne intende. E in questi mesi Spalletti ha seminato. Non solo a livello tattico. Ha lavorato sulla testa e sull’anima dei suoi. Ha dispensato fiducia e consapevolezza. E ha dovuto fare ricorso a tutte le riserve personali di pazienza. È un uomo che ha visto e vissuto tanto calcio. L’amarezza della Nazionale lo ha ulteriormente fortificato. Lo ha reso persino più ironico. Non si è lasciato ingabbiare dal tormentone del rinnovo. È uscito dalle corde con la trovata del nuovo condominio che condividerà con Comolli. Chissà al bar chi offrirà il caffè. È uomo di terra, Luciano. Sa che bisogna portare i risultati. E sta lavorando per voi. Ieri sera, nel secondo tempo, si è rivista la sua Juventus. Due i cambi all’intervallo: Kelly per Gatti e Boga per David. Ed è finita 4-0.

I quattro gol bianconeri

I primi due gol li ha segnati la classe operaia. Il contestato Cambiaso che Luciano ha tenuto sempre in campo in queste settimane. E l’altro Thuram calciatore che probabilmente non è del tutto consapevole dei suoi mezzi. Il terzo è stato una perla del principino di casa. Un altro che non sempre si rende conto della sua forza. Yildiz ha dipinto l’assist dell’1-0 e ha firmato il terzo con un destro dei suoi. Non aveva mai segnato dopo il rinnovo. Non segnava da Juventus-Napoli, fine gennaio. Poi, ha abbracciato Spalletti. È un fiore delicato il turco. Ancora troppo altruista per essere un fuoriclasse. Un po’ di sano egoismo non gli farebbe male. La Juventus resta in corsa per il quarto posto. Il calendario non è proibitivo ma sarà dura. In questi mesi il club dovrà anche decidere cosa fare del proprio futuro. Ipotizzare un altro cambio di allenatore avrebbe il sapore del tafazzismo. Oltre che di Zamparini. L’allenatore giusto lo hanno trovato. Non osiamo immaginare dove sarebbero ora i bianconeri se non fosse arrivato lui. Merita di rimanere. Ma, soprattutto, il mondo Juve merita un progetto solido. Come avveniva nella Juventus di una volta. 

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