Prima Spalletti, poi Vlahovic: per la Juve arriva la settimana decisiva sui rinnovi. Quanto offre il club a entrambi

Conferme per l’allenatore e per il centravanti serbo: il club prova a chiudere per dare un segnale forte all'ambiente
Andrea Losapio
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Sarà la settimana dei buoni propositi e della continuità per la Juventus. Per la prima parte bisogna guardare la classifica, visto che gli alibi sono terminati con il rientro a tempo pieno di Dusan Vlahovic e di Arek Milik. In anticipo sulla sfida di Pasquetta contro il Genoa, il tema caldo sarà il rinnovo di Luciano Spalletti. L'incontro era in programma per i giorni scorsi ma la settimana cortissima - solo due allenamenti fra giovedì e venerdì - ha fatto slittare l'appuntamento. Così da oggi, con il ritorno alla Continassa, qualunque momento può essere quello buono. In realtà gli accordi già ci sono e il tecnico dovrebbe firmare un biennale da circa 10 milioni di euro complessivi. Questo per dare un segnale forte all'ambiente, dopo tante stagioni - da Sarri in poi - con la piazza in continuo stato di agitazione. La bravura di Spalletti è anche in questo, cioè riuscire ad agire da collante nelle varie situazioni, visto che da febbraio non sta andando troppo bene: solamente nove punti in sette gare di campionato, eliminazione con l'Atalanta in Coppa Italia e con il Galatasaray in Champions League. E però la Juve con lui è cresciuta tanto, i segnali vanno tutti nella direzione giusta, per questo l’intesa è arrivata quasi naturalmente.

Juve, il vento nuovo

Altri allenatori, con un ruolino di marcia simili a quello dell’ultimo periodo bianconero, sarebbero in discussione. Invece Giorgio Chiellini si è speso per difendere la scelta Spalletti. Un appoggio decisivo perché il ruolo del dirigente sta prendendo corpo con il passare dei mesi, tanto da acquistare centralità nelle scelte future come quella di anticipare sul tabellino di marcia il prolungamento del tecnico toscano, a prescindere da come terminerà la stagione, con il quarto posto o senza. Il ragionamento è quello di provare a costruire qualcosa e non distruggere quanto buono visto nei mesi. È chiaro che con un centravanti puro in più nel motore - perché Openda e David sembrano oramai ai margini - le attese si alzano di molto.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Juve, la fiducia in Vlahovic

In questo contesto poi toccherà passare alle contrattazioni molto più difficili. Perché da una parte la Juventus è convinta di avere fatto breccia nel cuore di Vlahovic, vicino alla scadenza dopo quattro anni e mezzo di contratto. Dall'altra però c'è un procuratore poco incline ai compromessi, pur non avendo grosse alternative da fornire. Perché in Premier nessuno ha intenzione di offrire uno stipendio di quella portata - tra i 7 e gli 8 milioni di euro - mentre gli altri grandi club hanno obiettivi differenti. Dunque anche per questo la leva Spalletti è stata fondamentale. Ad alcuni suoi compagni di squadra Vlahovic ha detto di essere pronto a trovare l'accordo e a rinnovare. E però, come in una mano di poker, il bluff può nascondersi da qualche parte. Il prolungamento può essere biennale a 7 milioni annui (più bonus alla firma), con la promessa di sedersi al tavolo nell'estate 2027 per ridiscutere di un eventuale aumento qualora le cose dovessero andare particolarmente bene. Dopo toccherà anche a Locatelli, in scadenza nel 2028, che l'anno scorso ha detto di no all'Olympique Marsiglia. L'ingaggio verrà ritoccato, arrivando a una cifra di poco inferiore ai 4 milioni.


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Sarà la settimana dei buoni propositi e della continuità per la Juventus. Per la prima parte bisogna guardare la classifica, visto che gli alibi sono terminati con il rientro a tempo pieno di Dusan Vlahovic e di Arek Milik. In anticipo sulla sfida di Pasquetta contro il Genoa, il tema caldo sarà il rinnovo di Luciano Spalletti. L'incontro era in programma per i giorni scorsi ma la settimana cortissima - solo due allenamenti fra giovedì e venerdì - ha fatto slittare l'appuntamento. Così da oggi, con il ritorno alla Continassa, qualunque momento può essere quello buono. In realtà gli accordi già ci sono e il tecnico dovrebbe firmare un biennale da circa 10 milioni di euro complessivi. Questo per dare un segnale forte all'ambiente, dopo tante stagioni - da Sarri in poi - con la piazza in continuo stato di agitazione. La bravura di Spalletti è anche in questo, cioè riuscire ad agire da collante nelle varie situazioni, visto che da febbraio non sta andando troppo bene: solamente nove punti in sette gare di campionato, eliminazione con l'Atalanta in Coppa Italia e con il Galatasaray in Champions League. E però la Juve con lui è cresciuta tanto, i segnali vanno tutti nella direzione giusta, per questo l’intesa è arrivata quasi naturalmente.

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Altri allenatori, con un ruolino di marcia simili a quello dell’ultimo periodo bianconero, sarebbero in discussione. Invece Giorgio Chiellini si è speso per difendere la scelta Spalletti. Un appoggio decisivo perché il ruolo del dirigente sta prendendo corpo con il passare dei mesi, tanto da acquistare centralità nelle scelte future come quella di anticipare sul tabellino di marcia il prolungamento del tecnico toscano, a prescindere da come terminerà la stagione, con il quarto posto o senza. Il ragionamento è quello di provare a costruire qualcosa e non distruggere quanto buono visto nei mesi. È chiaro che con un centravanti puro in più nel motore - perché Openda e David sembrano oramai ai margini - le attese si alzano di molto.


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