La Uefa non spaventa la Juve: tre o quattro acquisti. Bremer in bilico

Entro il weekend il vertice di mercato tra Comolli e Spalletti per pianificare. Yildiz è intoccabile, ma l’ad preannuncia un sacrificio in più
Fabrizio Patania
4 min

Un consiglio al popolo della Juve: evitare i voli di fantasia e dotarsi di calcolatrice per seguire il prossimo mercato. «Senza il gruzzolo Champions, bisognerà essere ancora più bravi» l’avviso di Spalletti. «Vogliamo allestire una squadra forte, ma forse dovremo cedere un giocatore in più, sostituendolo con un altro dello stesso livello» ha spiegato con totale sincerità l’ad Comolli, senza escludere il ricorso agli svincolati. Le variabili sono infinite e oggi poco prevedibili. Uno dei top della Juve, se arrivassero offerte significative, potrebbe essere sacrificato. Il concetto vale per tutti, ad esclusione di Yildiz, l’intoccabile su cui si appoggerà il futuro. C’è una premessa, logica e doverosa: prima di mettere in discussione un titolare, il club bianconero preferirebbe cedere chi non ha convinto o non è sicuro di strappare la conferma (da Openda a David passando per Koop e Zhegrova) ma c’è il bilancio di cui tenere conto: evitare minusvalenze con cessioni a titolo definitivo per importi inferiori al valore residuo del cartellino. Il prestito aiuta ad alleggerire il monte stipendi e gli ammortamenti. Un sudoku di regole e numeri. 

Uefa

La dirigenza bianconera non è spaventata dal “settlement agreement” previsto entro inizio luglio. Due ricadute: una multa contenuta e il “transfer balance” da osservare nella lista per l’Europa League. «Dovrà avere lo stesso costo rispetto a quella presentata a febbraio in Champions» ha spiegato Comolli. Si riferiva al costo complessivo generato dai nuovi acquisti e compensato dalle cessioni (comprensive di stipendi e ammortamenti). La misura restrittiva non impatterà in maniera esagerata, ci sono le vie di fuga: si può, volendo, iscrivere uno o due giocatori in meno (da 23 a 22 o 21 ad esempio) se il conto sfora. Le scadenze contrattuali (Kostic sicuro, forse Vlahovic) “libereranno” un tesoretto da reimpiegare. Locatelli ha prolungato, “abbassando” l’ammortamento del suo cartellino. Uguale McKennie. Toccherà agli uomini mercato rinforzare la Juve con un saldo positivo nel dare e avere. Niente aumento di capitale, perché un intervento finanziario di Elkann non eliminerebbe la sanzione Uefa per lo sforamento del Fair Play Finanziario nel trienno 2022-2025. L’ultima sottolineatura. I conti della Juve sono in ordine, pareggio di bilancio previsto tra il 2026 e il 2027, rispetto del 70% nel rapporto tra costo del lavoro e ricavi: in Italia mercato libero e senza alcuna limitazione. 

Bremer

In assenza di offerte degne per gli esuberi di lusso, è ovvio, la Juve dovrà ragionare su chi può sacrificare. Un nome è scontato e porta a Bremer, 29 anni, attratto dalla Premier, convocato da per il Mondiale con il Brasile. Ha una clausola superiore ai 50 milioni: chi si avvicina a pareggiare quella cifra, può prenderlo. Non è un caso che la Juve abbia rinviato l’eventuale rinnovo. Neppure è casuale la candidatura del coreano Kim, ex Napoli, per sostituirlo. Cambiaso sarebbe un altro cartellino “commerciabile”, a meno che la Juve non riesca a realizzare plusvalenze con Adzic, Miretti e Gatti. Tre o quattro ritocchi di personalità al netto delle cessioni e della decisione di Vlahovic. Un portiere, un trequartista, un centravanti, un terzino sinistro. Entro il week-end, la prima riunione operativa tra Spalletti, Comolli, Chiellini e Ottolini. Si fa la nuova Juve. 


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