Lite Inzaghi-Immobile, ecco le conseguenze

Quasi una zuffa, due belve che si accanivano l'uno contro l'altro: dopo la bufera però torna la pace. Il tecnico della Lazio ridimensiona l'accaduto
Lite Inzaghi-Immobile, ecco le conseguenze
Daniele Rindone
3 min

Questo è il finimondo. Si sono attaccati gridandosi addosso. E’ stata una brutta litigata, quasi una zuffa. Immobile e Inzaghi amici-nemici, erano in luna di miele da tre anni. Pupilli devoti l’uno dell’altro, sono finiti l’uno contro l’altro. Nessuno mai l’avrebbe immaginato, tutti sono rimasti paralizzati nel vederli accanirsi. Due belve, non sembravano loro. L’ultima parola, spietata ma anche indulgente, l’ha avuta Inzaghi in conferenza: «Immobile è molto generoso, è un vincente, vuole essere sempre in campo, ma io non guardo in faccia nessuno. Con Ciro è tutto chiarito, non c’è nessun problema. Quando si rivedrà, capirà...». Ciro ha lasciato lo spogliatoio e l’Olimpico per primo, era al telefono, vestito in borghese, la faccia era tutta un programma. Raccontano che si sarebbero abbracciati negli spogliatoi. Prima ancora, all’uscita dal campo, Simone aveva abbozzato una carezza sulla testa del suo superbomber. Se sia stata una pace di rinvio (aspettando un confronto a freddo) o effettiva si saprà oggi. [...]

Inzaghi, le spiegazioni sulla lite con Immobile

Non sembrano esserci retrodatazioni rispetto all’accaduto, anche questo si capirà nelle prossime ore. Inzaghi aveva lasciato a riposo Ciro in Europa per averlo pronto con Parma e Inter. Immobile non si sarebbe aspettato il cambio in quel momento. Simone ha spiegato «che a fine primo tempo Immobile aveva accusato un problemino, non stava benissimo. Anche se nei primi 20’ del secondo tempo stava facendo bene». La reazione non gli è piaciuta, è rimasto spiazzato anche l’allenatore: «In effetti è stata un po’ plateale. Ciro è uno di quelli che soffre di più le situazioni, aveva vissuto male le due sconfitte così come i suoi compagni. L’ho lasciato fermentare un po’. Quando è arrivato in panchina e ho visto che continuava gli ho detto che non era il momento, poi si è seduto e ha incitato i compagni, nessun problema».

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