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Lazio-Inter, la grande chance di Jony

La scorsa volta a San Siro non fu un buon debutto. Un girone dopo è cresciuto e si è rilanciato

Lazio-Inter, la grande chance di Jony

ROMA - Le fasce, decisive per sviluppare un modulo come il 3-5-2, e una doppia chiave di lettura per raccontare la partita scudetto dell’Olimpico. L’interventismo di Conte e Marotta contrasta con l’attendismo di Tare (molto di più) e Inzaghi. Lazaro non ingranava e Asamoah era bloccato dal ginocchio, l’Inter ha approfi ttato della riapertura invernale del mercato per prendere Young e Moses e abbinarli a Biraghi e Candreva. La Lazio è rimasta ferma e impassibile, nonostante il nuovo intervento di Jordan Lukaku e le difficoltà difensive di Jony. Si è fatto male Lulic e per un mese toccherà allo spagnolo, sino alla scorsa estate nella Liga impiegato da centrocampo in su. Ha sempre giocato nel 4-4-2 e nel 4-3-3. Tare lo sapeva, ma lo ha scelto ritenendo si potesse adattare al disegno di Inzaghi. Cercava e mancavano le sue caratteristiche: gran piede sinistro, calcia come pochi, porta assist e cross al bacio. Per Lotito e il suo ds non conta l’istant team, ma la programmazione. Rischi oggi e raccogli domani. Il percorso di Luis Alberto e Caicedo, ma ci sono stati anche altri esempi in precedenza, è illuminante. La Lazio concede tempo e opportunità, non rinnega le scelte, attende progressi e maturazione. E’ un modo di fare calcio alla lunga più redditizio. Ti espone all’inizio a inevitabili scompensi, anche perché capita più spesso ai giocatori stranieri.

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Rivincita

È come se l’infortunio di Lulic, operato alla caviglia, fosse stato indirizzato dal destino. Dopo quasi cinque mesi, consentirà a Jony di prendersi la rivincita. Il 25 settembre, nella partita d’andata a San Siro con l’Inter, Inzaghi optò per il turnover e lasciò il bosniaco in panchina. Prima da titolare per lo spagnolo, travolto da D’Ambrosio in occasione del gol decisivo. Stacco di testa sul cross di Biraghi, Jony schiacciato e Strakosha bucato. Da allora Inzaghi lo ha impiegato titolare solo altre due volte in campionato. Con la Samp il 18 gennaio all’Olimpico e domenica al Tardini, quando Lulic si era già fermato. Domenica si misurerà con Moses o Candreva, a meno che Conte non decida di ripresentare D’Ambrosio a destra. Jony a Parma si è ripresentato bene. Ha palleggiato bene, aiutando la Lazio a mantenere il possesso e uscire bene da dietro, ha retto fi sicamente i 90 minuti. Godeva del sostegno e della protezione di Acerbi, il modulo del Parma (4-3-3) con Darmian terzino gli aveva evitato una pressione esagerata. Di fronte all’Inter non potrà essere la stessa cosa, ma lo spagnolo è cresciuto, sta imparando a difendere, ha capito le diagonali e come gestirsi per coprire tutta la fascia. Meno scatti (eppure possiede un bello strappo) e una corsa più armoniosa e continua.

Scatto 

Nell’ultima stagione con l’Alaves aveva servito la bellezza di 11 assist. Terzo miglior specialista della Liga dietro Messi e Sarabia, ex Siviglia. Era di proprietà del Malaga, a luglio si è svincolato esercitando la risoluzione del contratto per giusta causa, è nata una vertenza dopo i primi approcci con la Lazio che lo avrebbe preso versando un modesto indennizzo. Sei mesi di adattamento sono trascorsi. Jony ora dovrà dimostrare di essere un’altra scelta indovinata dal ds Tare. Se riuscirà a contenere e limitare i rimpianti per il ko di Lulic, avvicinerà la Lazio allo scudetto.

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