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Lazio, ecco come Inzaghi ha costruito un miracolo

Il tecnico: "Sono in corsa e me la gioco senza ossessioni perché il nostro obiettivo resta la Champions. Ci divertiremo"

Lazio, ecco come Inzaghi ha costruito un miracolo
© ANSA

ROMA - Simone non si nasconde più perché negare l'evidenza non avrebbe senso. «Sì, in corsa per lo scudetto c’è anche la Lazio, noi ce la possiamo giocare senza l’ossessione di vincere a tutti i costi, come forse hanno l’Inter e la Juve. Noi ci divertiamo, siamo pronti a tutto sostenuti dalla spinta della felicità». Inzaghi ha appena battuto l’Inter, è notte fonda nella pancia dello stadio Olimpico, quando ancora si sente il popolo biancoceleste cantare. Sembra di essere all’interno di una sfera magica, dove si possono coltivare anche i sogni impossibili. E adesso quello dello scudetto non è più così tanto fuori dalla realtà. «Sono pronto a sfidare le nostre rivali, vada come vada, nessuno qua vuole avere un solo rimpianto. Il nostro obiettivo era ed è la Champions e quasi ci siamo».

Non è più timido di fronte ad un argomento così caldo: Inzaghi è sempre stato una persona equilibrata, lo è anche adesso che ha battuto e sorpassato l’Inter, però c’è qualcosa che lo spinge oltre il muro della banalità. E la Juve? E’ ad un solo punto, e lui a Maurizio Sarri ha rifilato un doppio 3-1, prima in campionato e poi in Supercoppa. Altre due notti che non si possono dimenticare, come tutte quelle che Simone aveva vissuto, sempre con la stessa maglia, da giocatore. Era la Lazio di Mancini, di Simeone, di Nedved, di Stankovic, di Nesta e Mihajlovic. «Dire che è la mia seconda pelle è quasi banale, qua ho passato quasi la metà della vita mia» ricorda con l’orgoglio di essere un laziale vero. Oggi Simone è un capitolo di una storia gloriosa, un capitolo importante, che un giorno potrebbe essere la prefazione di una leggenda. «Lo scudetto, chissà...». Non ha nulla da perdere, lui che non perde dal 25 settembre dell’anno scorso in campionato: era caduto a San Siro, contro l’Inter, che adesso ha battuto dopo un girone in cui ha rifilato dieci punti di distacco ai nerazzurri e cinque a Ronaldo. Numeri da favola, che non possono essere frutto di un caso: 19 risultati utili consecutivi, 15 vittorie (di cui 11 consecutive) e 4 pareggi, a cui bisogna aggiungere il trofeo conquistato poco prima di Natale. Inzaghi, oggi, è uno dei re di Roma, città in cui arrivò nel luglio del 1999.

Leggi l'articolo completo sull'edizione odierna del Corriere dello Sport - Stadio

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Lazio 62 Cagliari 32
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