Milinkovic-Savic, parte la sfida stellare con De Bruyne

Sergej sempre più nelle classifiche d’élite del calcio internazionale: figura nelle top 10 di tante specialità. Ogni vittoria della Lazio decorata dai suoi colpi e Immobile sfrutta le sue intuizioni
Milinkovic-Savic, parte la sfida stellare con De Bruyne
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Daniele Rindone
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ROMA - Signori del calcio si nasce e il destino si compie lo stesso. Non gioca in Champions, è da Champions. Non è nei top club stellari, è da top club stellari. Nelle parate di stelle ci sta benissimo Sergej Milinkovic, centrocampista dei sogni, piedoni che sembrano piedini di velluto. E’ il campo a fissare il podio dei migliori e il campo sta dicendo che il Sergente della Lazio è sulla scia di De Bruyne del Manchester City per numero di assist sfornati nei 5 campionati top d’Europa. Il belga ne ha serviti 6, Sergio ne ha confezionati 5. E’ tra i top assistman del continente, sta decorando le vittorie della Lazio e i gol di Ciro, abbonati ai servizi di Milinkovic (dei 5 assist, 4 il Sergente li ha disegnati per l’ultrabomber).

Lazio, la consacrazione di Milinkovic

Sono brividi i numeri e i colpi di Milinkovic, al netto dell’enfasi lazial-popolare la sua consacrazione europea è sotto gli occhi di tutti. Si vede, si sente sempre di più l’entità dei colpi del Sergente, il peso della sua forza fisica e tecnica. E’ pesato sulla bilancia dei pesi massimi del calcio, è citato nelle classifiche degli specialisti dell’alta società calcistica. E’ nelle top ten per assist e per duelli vinti. L’anno scorso si è laureato assistman della serie A, ora è nel ghota da Champions ed è un peccato che con la Lazio l’abbia giocata solo una volta. Spera di tornarci presto, magari con i biancocelesti. Sarri, domenica, si è sciolto parlando di lui: «Milinkovic è un gran giocatore, un talento, secondo me non si è ancora espresso ai livelli massimali. Può crescere in concretezza, a volte perde palla in maniera banale, uno con le sue qualità tecniche e fisiche non dovrebbe farlo». Sarri già dalla fine della scorsa stagione pregava sperando nella permanenza di Sergej. Ciro stesso fremeva aspettando la conclusione del mercato temendo che qualcuno se lo prendesse. E’ il ricevitore perfetto per un lanciatore perfetto come Milinkovic. Ventinove assist, il Sergente, in questi anni li ha riservati a Immobile. Lo serve in tutti i modi: tocchi e tacchi smarcanti in profondità, servizi terra-aria fischianti, spizzate o campanili, fraseggi, arpeggi. Sono un lusso i rifornimenti di Sergej per Ciro, giocano occhi negli occhi. Spesso gli offre rigori in movimento e l’ultrabomber non li spreca quasi mai. E’ l’ideale per chi sa trovarsi al posto giusto al momento giusto. Non a caso Ciro ha promesso di invitarlo a cena con Luis Alberto per ringraziarli dei reali servigi.

Milinkovic, la finezza

Potenza, finezza. Sergej Milinkovic ha un repertorio che pochi hanno in Europa. Somiglia molto a De Bruyne, sono centrocampisti totali, moderni, stanno al passo coi tempi e sono d’avanguardia. Giocherebbero con qualsiasi allenatore, adattandosi a qualsiasi filosofia, trovando posto su qualsiasi lavagna. Ogni partita di Sergej Milinkovic, tranne rare eccezioni fisiologiche, regala colpi, assist o gol, di sicuro chicche tecniche. I giochi di suola che, come spiega lui, «mi aiutano a togliere un tocco al gioco» e a far divertire noi guardoni. Gli assalti da area ad area con la palla incollata al piede, accarezzandola o facendola detonare. Sergej è tutto questo e anche di più, ma lui non ama specchiarsi in se stesso: «Non mi giudico mai, lascio parlare gli altri. Sono abituato a rivedere le partite che gioco e ad analizzarle con le persone che mi stanno vicine». L’emozione. Il gol di Cremona lo aspettava da agosto, voleva dedicarlo alla figlioletta che nascerà tra qualche mese. Diventerà papà per la prima volta, appena possibile si sposerà, a novembre inizierà l’avventura dei Mondiali con la Serbia. Un nuovo show di Milinkovic è appena iniziato. Con la maglia numero 21 della Lazio, con l’abito da sposo per la sua Natalija, nelle vesti di papà e di stella dei Mondiali, con lo smoking di chi si presenta alle serate di chi fa spettacolo.

Milinkovic: “Mercato? Ogni giorno parlavate ma poi sono rimasto alla Lazio”
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