Lazio, non si può fare a meno di Cataldi

Una crescita costante, evidente: specializzato in regia, finora ha vinto il duello con Marcos Antonio
Lazio, non si può fare a meno di Cataldi© Marco Rosi / Fotonotizia
3 min
Carlo Roscito
TagsCataldiSarriLazio

ROMA - Polmoni e palloni. Ha corso e impostato senza mai fermarsi. Un'altra regia pulita. Danilo Cataldi al centro della Lazio, non solo della linea mediana titolare nella testa di Sarri. Ruolo delicato, in questo momento è imprescindibile. Sta vincendo la concorrenza di Marcos Antonio, acquistato in estate dallo Shakhtar Donetsk. Il giovane brasiliano, l'unica chance dall'inizio, l'ha ricevuta con il classe 1994 stoppato dal giudice sportivo. Per il resto quella maglia finora ha avuto un solo padrone. Meglio l'affidabilità che le tentazioni del turnover: 6 su 6 nelle gare di campionato in cui è stato a disposizione, a cui vanno aggiunte le 2 partite di Europa League contro Feyenoord e Midtjylland. La figuraccia in Danimarca è stata collettiva, Cataldi si è ripreso la scena contro la Cremonese dopo le sofferenze europee che hanno riguardato l'intera squadra. Tre giorni dopo è arrivata la reazione al crollo totale di Herning.

Lazio, lavorone Cataldi

Un dato su tutti riportato dalla Lega Calcio balza agli occhi e fotografa il livello della sua ultima prestazione: Cataldi è stato il calciatore che ha percorso la distanza maggiore nei novanta minuti allo Zini. Primo in assoluto tenendo nel conto anche gli avversari: 12,539 chilometri, si è posizionato davanti a Felipe Anderson (11,955 km), Sernicola (11,168 km), Immobile (10,860 km) e Valeri (10,783 km). Ecco la top-five degli instancabili di domenica. Ha stabilito il record legando al dinamismo la qualità del palleggio. Ordinato e attento in entrambe le fasi. Il primo in classifica della Lazio anche per il numero di possessi riconquistati: 7 recuperi, gli stessi di Felipe Anderson, soltanto Sernicola ne ha sommati di più (8). Tutte le percentuali a suo favore: 81% dei passaggi riusciti, 17 li ha giocati in avanti. Un aspetto che rende ancora più prezioso il suo lavoro. A fine primo tempo la "combo" migliore: ha intercettato sulla trequarti il rinvio di Radu e l'ha rispedito in due tocchi nell'area della Cremonese. Servito Immobile, da lì è nato il 3-0 di Milinkovic che ha fatto partire i titoli di coda.

Cataldi, miglioramenti

Essenziale, fondamentale. La sua crescita era stata evidente fin dalla scorsa stagione, chiusa con 32 presenze in campionato. Non più mezz'ala, specializzato in regia durante l'anno. In estate ha salutato Leiva, l'addio dell'ex Liverpool ha finito per responsabilizzarlo. Era necessario un ulteriore step, si è concretizzato. Già 448 minuti nell'attuale Serie A. Durante il ritiro aveva rilanciato le sue ambizioni: «A Formello conosco qualunque cosa, per me è una seconda casa. La Lazio è speciale per l'ambiente, i suoi tifosi e la fede. Ti entra dentro e difficilmente riesci a togliertela». Un po’ come Sarri la sua maglia da titolare.

 


Iscriviti al Fantacampionato del Corriere dello Sport: Mister Calcio CUP

Commenti