Cataldi bandiera della Lazio: incontro per il nuovo contratto

La prossima settimana vertice tra il manager del regista laziale e la società
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Daniele Rindone
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Per sempre. La gloria di ogni derby vinto è perenne. L’ultimo derby di Cataldi è eterno. E’ stato capitano e che capitano. Il derby lo ha vinto governando la Lazio d’emergenza di Sarri, sventolando la bandiera biancoceleste sotto la Curva Nord a partita finita come un aquilifero. Danilo Cataldi oggi è ciò che ha sempre sognato di essere: un punto di riferimento. La Lazio di Sarri è cresciuta anche attorno a lui. E’ stato Mau a riuscire a far dare a Cataldi il meglio instradandolo sulla via del ricamo, del palleggio. Ma il calcio non è solo lavagna, è empatia, è coinvolgimento, è considerazione. Danilo si è sentito subito apprezzato da Sarri e Sarri ha intravisto subito le potenzialità da regista fin lì rimaste inespresse. Il Danilo di oggi guarda ogni partita negli occhi, ci mette la sua “garra” laziale e tutto ciò che i tifosi s’aspettano dagli uomini-bandiera: essere la Lazio, non solo un suo giocatore. Può sbagliare, come a Torino in occasione del raddoppio della Juve. Ma il più delle volte, soprattutto nei big match vinti contro Inter, Atalanta e Roma, ha spadroneggiato.

IL RINNOVO

Cataldi è il prossimo della lista a dover rinnovare. La prossima settimana è atteso a Roma il suo manager Riso per incontrare Lotito e Tare. Sul tavolo ci sarà un piano di rinnovo quinquennale. Cataldi guadagna un milione più bonus, arriva poco sotto agli 1,2 milioni, è tra gli stipendi medi. Si entrerà nel vivo della trattativa, confrontando richiesta e off erta. Non s’è ancora scesi nei dettagli, le cifre che girano non sono attendibili stando a riscontri incrociati. Danilo, figlio della Lazio, non ne fa una questione di soldi, la sua vita è legata ai colori biancocelesti. Ma gli sforzi, i successi, meritano di essere ripagati. Oggi Danilo ha 28 anni, un quinquennale lo porterebbe a proiettarsi nel futuro, fino al 2027. L’incontro della prossima settimana dovrà essere utile per gettare le basi del nuovo matrimonio. L’obiettivo è chiudere l’operazione entro fine anno. Le volontà di siglare un accordo soddisfacente ci sono da parte di tutti.

LA STORIA

Danilo e la Lazio si sono lasciati e presi più volte. La storia è stata sul punto di interrompersi fin da quando era un ragazzino. Fu scelto e mollato, ripreso e rilanciato quand’era nelle giovanili. Pioli gli spalancò le porte della Lazio, del campo, di un futuro da capitano. Con Inzaghi, tra laziali, incredibilmente la storia non continuò a fare il suo corso. Cataldi è finito in prestito al Genoa, al Benevento, era uno dei tanti. Solo con l’avvento di Sarri ha avuto la possibilità di rilanciarsi, trovando la forza di risalire la corrente, di rimettersi al comando di una carriera che stava svanendo. Oggi Cataldi e la Lazio servono l’uno all’altra. «Indossare la maglia della Lazio rappresenta il sogno di una vita. Quando scendo in campo mi emoziono come la prima volta», racconta Danilo. Dopo il derby è scoppiato a piangere: «Per un ragazzo nato e cresciuto nella Capitale come me non è stata solo una partita. È la partita. Un sentimento che ti scorre nelle vene. Tutto quello che ho vissuto e provato sul campo dell’Olimpico è stato qualcosa di meraviglioso. Unico. Una serata perfetta, degna della più bella città del mondo. Appena Orsato ha fischiato la fi ne sono scoppiato a piangere, il prepartita era stato molto stressante. Ho ricevuto molti messaggi dagli amici, è stata una bella responsabilità. Spero di averli resi felici. I sogni possono avverarsi, è vero». I sogni sono tornati a impreziosire la carriera di Danilo. E’ cresciuto nell’ombra e quasi ne è stato avvolto. Oggi ha un futuro pieno di luce, con la Lazio addosso, sulle spalle. Senza sentirne il peso.


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