Luis Alberto, il mago degli effetti speciali

Dal 2016 per lui 41 gol e 51 assist: nessun centrocampista come lo spagnolo, finalmentte consacrato da Sarri
Luis Alberto, il mago degli effetti speciali© Getty Images
Daniele Rindone
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ROMA - Sarri e Luis Alberto, proprio loro. Gli opposti non si respingono più, gli estremi si toccano, se la intendono. Il sarrismo, inteso come filosofia, resta uno dei migliori mondi calcistici possibili, ma come volevasi dimostrare non ci possono essere vincoli al magismo di un 10 (che parolona) come Luis Alberto. Sembrava un cigno superfluo per la lavagna di Mau tanto da pensare di destinarlo al miglior offerente. Come si dice, la fantasia non si compra. In questo caso non si vende. Meglio che sia andata così, che Sarri e Luis si siano scornati e capiti. Non poteva essere altrimenti. Anche questa Lazio dipende dagli umori e dai lampi del Mago, la raffina, sbroglia le partite scomode. Ha ragione Sarri quando dice che il calcio non è un circo, ma non può essere neppure un’aula di scuola sorda né poteva pensare di rendere la Lazio indipendente dai suoi storici totem. E sbaglia Luis se pensa che il calcio sia tutto diritti e pochi doveri. Fatto sta che dai catechismi di Sarri e dalla volontà di Luis sono nate nuove premesse Champions per la Lazio, da ieri di nuovo quarta dopo il ko della Roma. È sorpasso.

I numeri

Che sia un Mago un po’ svitato è noto, ma che abbia numeri da Oscar del calcio è innegabile. Dal missile (modello Samp) al tocco felpato, non c’è in Serie A (dal 2016) un centrocampista che può vantare più di 40 gol segnati (precisamente 41) e più di 50 assist serviti (precisamente 51). Nessuno può rivaleggiare con lo score di Luis Alberto. Solo Milinkovic, suo compare nella Lazio, ha partecipato attivamente a più gol del Mago (96 contro 92). Con il colpo di rasoio rifilato alla Samp da figaro elegante è salito a quota 5 reti in campionato, ne ha segnate tante quanto l’anno scorso in 34 presenze, oggi sono 21. Un minimo di cinque gol li ha garantiti per il quarto campionato di fila, nessun altro centrocampista può dire di esserci riuscito (il conteggio parte dalla stagione 2019-20). Luis ama esibirsi all’Olimpico vero com’è che cinque dei suoi ultimi sei gol segnati in A sono stati centrati in casa. La folgore disegnata lunedì sera ha portato a 10 le reti centrate da fuori area, dal 2004-05 solo Pjanic (11), Hernanes (12) e Totti (22) ne hanno realizzate di più dalla distanza all’Olimpico. Luis Alberto è fatto così, da sempre. Non farà mai quello che ti aspetti, farà quello che gli hanno raccomandato di non fare. Capita a tutti i geni. È da ammirare per quanto ha detto lunedì: «Ho cambiato il mio modo di giocare, sono meno libero, gioco per far girare la squadra, devo avere più equilibro e aiutare anche in fase difensiva. È quello che mi chiedono e devo fare così». Sarri ha apprezzato: «All’improvviso ha iniziato ad allenarsi come mai prima, con una motivazione mai vista. Ora è fondamentale per noi». La fantasia anarchica del Mago è diventata fantasia operativa. Ha barattato l’ispirazione con la posizione, ma non del tutto. I numeri di questo Luis Alberto rendono al meglio il concetto espresso da lui stesso e da Mau. Era già successo ad inizio anno, è accaduto anche contro la Samp. Luis ha corso più di tutti (11,959 chilometri percorsi), ha creato 3 occasioni, ha tirato due volte, ha giocato 113 palloni, ha centrato 10 recuperi. Talento e disciplina, ecco le chiavi del nuovo Mago. La differenza col passato sta tutta qui. Non è più il Luis dal passo compassato e dal capriccio facile. Lunedì, a fine primo tempo, era lui e non Sarri a chiedere alla Lazio di velocizzare il gioco, di salire di ritmo. Si sbracciava, era incontenibile. Quella vampata ha dato una prima scossa. Non era partito bene neppure Luis, sprecava palloni. Poi è diventato fatale.

La missione

Muscoli e piedi caldi, testa fredda. Ora gioca il Mago prima di tutti e più di tutti a centrocampo, è Mau a sponsorizzarlo pubblicamente come perno della sua organizzazione. Si augura che conservi questo spirito e questo stato di forma. Lo sta facendo giocare in campionato e in Conference. Luis è destinato a fare gli straordinari nei prossimi 20 giorni tra Napoli, il doppio impegno con l’AZ Alkmaar, il Bologna e il derby. Prima o poi toccherà allo spagnolo rifiatare, ma quando? Ora che il Mago è sceso dal rogo, nessuno lo butta giù dal trono.


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