Sarri e la strategia per il Milan: così la Lazio può sbancare San Siro

L’allenatore spinge la squadra a insistere e a osare. «È l’opportunità per riportarci in pari cancellando i due ko iniziali»
Sarri e la strategia per il Milan: così la Lazio può sbancare San Siro© ANSA
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Daniele Rindone

ROMA - Serve un’impennata. Ora bisogna osare. « Milano è l’opportunità che ti potrebbe riportare quasi in pari con le prime due partite che abbiamo sbagliato » . Con questo messaggio Maurizio Sarri s’è congedato dall’Olimpico nella notte di Lazio-Toro, era già proiettato a Milano. “Carpe diem”, “ora o mai più” , “tempus fugit ”. Tutti proverbi e slogan che fanno al caso della Lazio. Si marcia a rotta di collo e dopo la vittoria scacciafantasmi sui granata arriva la sfida al Diavolo. Sarri deve attaccarsi al tram di qualsiasi striscia o strisciolin a di risultati. Ha pareggiato col Monza e vinto con il Torino, servono altri punti. Mau oggi non parlerà, per la vigilia di Milan-Lazio valgono le parole pronunciate quando mercoledì era già scoccata la mezzanotte. La partita di Milano è « l’opportunit à » che può aiutare a cancellare la partenza horror. Qui è la svolta è qui bisogna ghermirla, è il senso del discorso del tecnico. Precipitava, la Lazio. Ha iniziato a risalire e deve continuare a farlo continuando a darsi una mossa. Dopo il Celtic in Champions arriverà l’Atalanta all’Olimpico. Dopo la sosta sono fissate le partite contro Sassuolo (fuori) e Fiorentina (in casa) in campionato. E’ da Napoli-Lazio che i biancocelesti affrontano un mini girone dantesco. A Milano non s’è vinto quasi mai in campionato, il successo del novembre 2019 era arrivato dopo 30 anni di tentativi . Poi tre sconfitte di fila. « Abbiamo sofferto tantissimo quello stadio negli ultimi anni. Ci abbiamo perso l’anno scorso ma abbiamo fatto un grande campionato lo stesso. Ci sta anche di perdere, speriamo di no » , aveva aggiunto Sarri. Al di là della cabala serve che la Lazio non ricada nei soliti cali di tensione, dovuti, in ordine sparso, a problemi legati a pancia piena, ossession i mentali e varie. Sarebbe un peccato mortal e. La partenza in campionato è stata lenta e non si può più frenare.  

I progressi della squadra

Sarri ha solo oggi per preparare il piano anti-Diavolo, ogni vigilia va così. Sta applicando il turnover come mai in passato, cambia 4-5 giocatori a gara. Sempre nella conferenza stampa di Lazio-Monza ha regalo tanti spunti interessanti, ha fatto anche il punto sugli acquisti: « L’inserimento per qualcuno sarà lungo. Pensare di prendere un giocatore da un’altra nazione e che sia pronto in 20 giorni è una follia. Un po’ di fatica la fanno tutti. Devono abituarsi agli allenamenti, alla lingua e all’alimentazione. Isaksen ha a che fare con una lingua sconosciuta e non si allena più con 18 gradi, ma con 30. Rovella si è fatto male a metà luglio e non si è mai allenato fino a metà agosto. Kamada è quello più avanti ma dobbiamo vedere se possiamo permetterci un centrocampo con lui, Rovella e Luis Alberto. Taty (Castellanos, ndr) era abituato a giocare in una coppia di punte e non da solo. Il percorso va fatto. Guendouzi ha più esperienza internazionale. E’ arrivato prima di Napoli, non è neanche un mese che è qui. Mi sembra che stia facendo anche troppo ». Ristabilito l’ordine tattico, ritrovato il clean sheet, Sarri ha un Rovella in più e ha colto segnali da Castellanos e Isaksen, entrati bene nel secondo tempo. Può contare su Vecino, mezzala o regista, guastatore, costruttore o stoccatore. Le ali hanno ricominciato a fare gioco e ad offrire colpi. Milano sarà l’esame di maturità: « Sono quelle gare da lancio del pane o della sassata », è lo slogan preso dal repertorio toscano e scelto da Mau.Pane al pane: o bene bene o male male. 


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