Castellanos si prende la Lazio: la decisione di Sarri

Un gol e un assist prima della sosta. L'argentino ha lavorato al massimo a Formello
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Carlo Roscito

Giù di morale? Su la Taty Mask. La Lazio riparte da Castellanos, portandosi dietro il ricordo e l'entusiasmo dell'argentino, un gol e un assist prima della pausa. Protagonista a cavallo della sosta: il suo periodo di "siesta", con considerazione limitata, è finito contro l'Atalanta. Immobile è tornato in gruppo soltanto ieri, è reduce da un infortunio al flessore, la missione del capitano è ripresentarsi al meglio a Rotterdam per il confronto di Champions con il Feyenoord. Il Sassuolo è l'ostacolo più vicino e la Lazio proverà a superarlo con il Taty al centro del tridente. Resta aperto un minimo di ballottaggio, con Ciro a disposizione le esclusioni non sono mai scontate. Eppure Sarri si è convinto a riproporre lo stesso attacco schierato contro Gasperini: a destra Felipe Anderson, in mezzo Castellanos e a sinistra Zaccagni, che ha smaltito i problemi alla caviglia destra e per questo da mercoledì si è riaggregato ai compagni dopo aver saltato gli impegni della Nazionale. 

Castellanos, nuova chance

Una nuova occasione da titolare a Reggio Emilia, per Castellanos si tratterà del terzo match di fila dall'inizio in campionato. Ha sfruttato i fastidi muscolari di Immobile, punta a essere qualcosa di più di un vice-bomber, nella sua testa le ambizioni sono maggiori rispetto allo spazio di un semplice comprimario. Contro il Milan a San Siro aveva esordito dal primo minuto sparando a salve, i riferimenti di Sarri ai "tiri-ciofeca" nella conferenza stampa post-gara hanno bruciato dentro e alimentato il fuoco della rivalsa in campo. Una settimana dopo si è rifatto con gli interessi contro l'Atalanta: la firma del 2-0 proprio a chiudere l'azione creata dall'intero reparto offensivo, poi nel finale la sponda per il timbro decisivo di Vecino. Il suo colpo di testa ha spalancato all'uruguaiano un'autostrada verso la gloria. 

Castellanos e il lavoro a Formello

Ha strappato gli applausi dei tifosi all'Olimpico e i riconoscimenti sui social, contavano i tre punti e la Lazio li ha centrati grazie alla sua doppia giocata. Ora Castellanos cerca il bis contro il Sassuolo. Ha lavorato al massimo durante le due settimane senza impegni ufficiali, non ha saltato mezzo allenamento, domani gli verrà di nuovo affidata la maglia da centravanti. Colpi e carattere, sguardo famelico, la grinta necessaria per occupare una casella così scomoda all'interno della rosa. Per esplodere ha lasciato l'Argentina, in patria non ha mai giocato una partita da professionista. Si è fatto apprezzare nella MLS, ha vissuto il sogno americano al contrario, ha sgomitato negli States per affermarsi in Europa: 13 gol nell'ultima Liga giocata in prestito al Girona, tra cui spicca il poker rifilato al Real Madrid di Ancelotti. Una medaglia al collo che portano soltanto in dieci nella storia del campionato spagnolo. 

Castellanos e la determinazione

Lotito gongolava in tribuna durante la sfida con l'Atalanta. Castellanos è stato il primo acquisto definito in estate, l'unico ad aggregarsi alla squadra fin dal ritiro di Auronzo, raggiunto in corsa una volta arrivata la fumata bianca con New York. L'investimento più oneroso della sessione di mercato, 15 milioni di euro più 4 di bonus facilmente raggiungibili. La società ci ha puntato forte, spingendo per la sua candidatura, scrivendo il suo nome in cima alla lista dei desideri, davanti anche ai nomi suggeriti dallo stesso Sarri. Nel contratto firmato fino al 2028 sono stati inseriti dei riconoscimenti economici a quota 10 gol e poi a 20. Ha rotto il ghiaccio nella partita pre-sosta, non si è limitato a segnare, è stato anche il calciatore che ha corso di più durante i 90 minuti (11,3 km). Ha pressato e contrastato indemoniato. Serve il suo spirito per dare una sterzata decisa alla stagione.


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