
Lazio, da Provedel al rinnovo di Gila
Provedel è un finto problema. A Formello, in quasi tre anni, ha portato serietà e un secondo posto. Centoundici partite, parate determinanti, nove convocazioni in Nazionale e un minuto da centravanti con un gol di testa all’Atletico Madrid, raccontato anche sui siti del New York Times e di Le Monde. Ora non sta vivendo una stagione perfetta, ma il suo rendimento non può diventare un tema centrale. La Lazio è in corsa per tre obiettivi: come l’Inter. In questo momento servono unione e tranquillità. I dibattiti sul portiere hanno dominato gli ultimi giorni. Discorsi che sono fumo e non devono inquinare una settimana fondamentale: domani il Venezia, martedì i quarti di Coppa Italia a San Siro con l’Inter, domenica lo spareggio per la Champions in casa del Milan. Provedel ha commesso qualche errore: è capitato anche a Maignan, Sommer e Meret di sbagliare. Durante la sua avventura romana ha fatto spesso la differenza. Mettere in discussione il suo presente da titolare, quando la Lazio ha 46 punti (gli stessi della Juve, che ha speso 221,2 milioni), rischia solo di distogliere l’attenzione da una serie di appuntamenti decisivi. Provedel era stato scelto da Sarri, che non si fidava di Maximiano, costato il triplo e ceduto poi all’Almeria, club spagnolo di Segunda Division.
Baroni ha svolto finora un lavoro splendido. È l’uomo degli equilibri e della sostanza. Tra i suoi compiti c’è anche quello di evitare che nasca un inutile dualismo tra Provedel e Mandas. L’alternanza tra i pali, a livello storico, non ha mai prodotto vantaggi dai tempi del Milan di Galli e Pazzagli. Toglie spesso serenità e autostima. Mandas è giovane, ha ventitré anni e potenzialità riconosciute: venti presenze dal 2023 e otto clean sheet. Ma non è questo il periodo giusto per ridisegnare le gerarchie. La Lazio ha bisogno di concentrarsi su altre priorità: sul calendario e sul percorso di crescita. Nell’agenda di Lotito e Fabiani deve trovare spazio anche il rinnovo di Gila. Ha il contratto in scadenza nel 2027. La trattativa è bloccata. Il Real Madrid si è garantito il 50% della futura rivendita.
La Lazio, con il suo stile europeo, ha portato un’ondata di novità in campionato e nelle coppe. Non è un prodotto finito, però. La proprietà ha sempre parlato di un progetto triennale. Blindare Gila rappresenta un passaggio fondamentale. Questa è una squadra in fase di sviluppo. A luglio andrà potenziata e arricchita, seguendo la logica degli investimenti calibrati. Da Castellanos a Guendouzi, da Rovella a Tavares, da Isaksen a Dia. L’intuizione avuta su Dele-Bashiru è la traccia di una strategia che va sostenuta e incoraggiata.
I modelli, dopo la rivoluzione della scorsa estate, sono l’Atalanta, il Bayer Leverkusen e il Feyenoord. Club che hanno una visione rivolta al futuro, accompagnata dalla capacità di generare risultati, capitali e plusvalenze. La Lazio di Baroni è istinto, divertimento e bellezza. Lotito deve continuare a garantirle stabilità e prospettive. Nelle ultime settimane non sono mancati i riferimenti alle offerte rifiutate a gennaio, precisando però che “a giugno sarà diverso e si potranno fare alcune valutazioni”, ha sottolineato il ds Fabiani. L’unica missione è continuare a costruire, evitando il pericolo di ripartire da zero. La Lazio non è terra di esperimenti.
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